Nonostante i dati nettamente inferiori a quelli della Lombardia, la Campania resta zona rossa

La determinazione del “colore” di una regione dipende dalla comparazione di 21 indicatori e, per questo, non si tratta di un’operazione semplice.

Un’operazione, questa, tra l’altro, anche fortemente condizionata dal fatto che i dati non possono essere mai precisamente aggiornati.

Ed ecco spiegato il motivo per il quale la nostra regione, in zona rossa dall’8 novembre, nell’ultimo DPCM non sia regredita a “zona arancione”.

I dati sembrano essere molto simili e, per alcuni indicatori, inferiori rispetto a quelli della regione Lombardia, zona rossa dall’inizio della seconda ondata.

In realtà i dati confrontati dimostrerebbero una situazione altalenante per la regione Campania che, di settimana in settimana, registra un andamento che fa un po’ su e giù.

A differenza della Lombardia dove, ormai, sono tre le settimane che indicherebbero una decrescita del contagio.

Altro parametro riguarda le terapie intensive e, in questo caso, nonostante i pochi posti disponibili della Campania, il bollino rosso spetterebbe alla Lombardia che, nonostante la maggiore disponibilità recettiva, risulterebbe essere in affanno.

Marianna Di Donna

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