Inizio dell’anno incerto più che mai per i tantissimi alunni diversamente abili e i loro genitori nel caso scuola: parla una mamma

Come riportato in un’intervista rilasciata a NapoliToDay, come ogni anno, ed in particolare in quest’anno, si ripresenta il disagio della gestione degli alunni diversamente abili e le insegnanti di sostegno che mancano.

A parlare è Laura, mamma di Matteo, un bambino che si appresta ad iniziare la classe terza elementare.

Il dubbio e la preoccupazione di questa mamma avevano ottime ragioni per sussistere dal momento che, nonostante il diritto, si presentasse nuovamente il problema annoso della mancanza della docente di sostegno.

Questa giovane mamma si è fatta avanti e si è resa protagonista non solo dell’intervista ma anche in prima linea per difendere questi bambini che lei stessa ama definire “normalmente diversi”, rigettando stereotipi ed etichette comuni.

Si definisce lei stessa “una fortunata” per il semplice fatto che a suo figlio gli è stata garantita l’insegnante di sostegno, ed è per questo che si espone e decide di porre l’accento su quello che ha tutta l’evidenza di un diritto negato.

Matteo intanto era presente al suo primo giorno di scuola, emozionato più che mai dopo il lungo stop per il lockdown.

Mamma Laura, infatti, risponde sicura alle domande che le vengono poste, risultato di chi ha interiorizzato un periodo senza precedenti storici per la scuola, per il paese, per il mondo intero.

Si dice, oggi, entusiasta che la scuola seppur tra mille incertezze stia ricominciando e sul periodo della didattica a distanza riferisce di come Matteo, un bambino con bisogni speciali primari, pur incuriosito inizialmente dal nuovo modo di fare scuola, man mano è diventato sempre più apatico nei confronti delle videolezioni.

Oggi, però, Matteo rientra tra i fortunati a poter rientrare a scuola perché gli è stata riconfermata la stessa insegnante di sostegno che lo segue dalla prima con la quale ha instaurato un rapporto molto bello e altrettanto produttivo.

Ma Laura, al tempo stesso, consapevole della sua fortuna, chiede e spera che le istituzioni siano più attente a queste realtà che investono le vite di tante famiglie.

Assumere e garantire più insegnanti di sostegno sarebbe già un buon passo avanti per non abbandonare questi bambini estremamente bisognosi di un contatto con la realtà esterna. La scuola, per loro, rappresenta un mondo di aggregazione ed inclusione molto prezioso.

Marianna Di Donna

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