Comunicato un vademecum su cosa e come fare in caso di positività a scuola

Sul fronte dell’aumento dei contagi arrivano nuove indicazioni da parte dell’Asl Napoli 1 circa la gestione di casi positivi tra le mura scolastiche.

Attraverso un comunicato stampa, i dirigenti Asl si esprimono dicendo “In caso di positività al Coronavirus di uno studente, un insegnante o un bidello non va chiusa per sanificazione tutta la scuola, ma solo l’aula e i locali nei quali ha soggiornato il positivo. In caso di positività di un alunno scatta automaticamente la quarantena a casa per tutti i suoi compagni di classe, con obbligo di tampone entro 6 giorni, ma non per i professori o i bidelli, se questi hanno sempre indossato la mascherina e hanno mantenuto la distanza”.

Provvedimento, questo, emanato lo scorso 12 Ottobre, alla luce dei numerosi casi di positività nelle scuole.

Questa comunicazione rientrerebbe nelle procedure previste dal protocollo “COVID19 SCUOLA SICURA” firmata dal direttore generale Dottor Verdoliva insieme al direttore sanitario Vincenzo Giordano e dalla direttrice del dipartimento prevenzione Lucia Marino.

Questa commissione incontra frequentemente i dirigenti scolastici per monitorare la situazione contagi in tempo reale.
In ogni scuola è presente la figura del referente Covid che, prontamente, dovrebbe occuparsi di gestire un’emergenza in caso di positività.

Se l’alunno è ancora in classe, lo stesso referente dovrebbe accompagnarlo nell’aula Covid e, contestualmente, avvertire sia i genitori che l’ASL di riferimento.

Per il resto della classe e per i docenti interessati scatta una quarantena fiduciaria in attesa dei riscontri mentre le aule interessate verrebbero sottoposte a sanificazione.

Non sarebbe, quindi, necessario sanificare l’intera scuola.

Molto dipenderebbe dai contatti diretti e dagli spazi comuni utilizzati da chi sarebbe risultato positivo

Marianna Di Donna

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