La camorra scrive una lettera per il comune di Arzano carica di minacce

In una Arzano commissariata ormai da tempo, il clan “167” fa sentire la sua voce prepotente attraverso l’invio di una busta contenente una lettera indirizzata agli uffici comunali della città stessa.

Il nuovo gruppo camorristico avrebbe un controllo capillare del territorio e di chi lo abita e negli ultimi mesi starebbe imponendo la propria egemonia su tutto il territorio, riuscendo a rappresentare una vera e propria minaccia per chi intendesse non accettare e, dunque, piegarsi al loro potere.

Gli uomini della Squadra Antimafia di Napoli starebbero da tempo con gli occhi puntati su questa nascente organizzazione che impazza su tutto il territorio tra Arzano e Scampia. Dagli accertamenti, dalle intercettazioni ambientali e non, ma anche dagli interrogatori di chi viene arrestato, starebbe emergendo un quadro della situazione dalle tinte molto forti: sembrerebbe, infatti, che l’organizzazione abbia un atteggiamento a mo’ di Gestapo e, quindi, molto violenta e abituata a metodi poco ortodossi.

Ed è proprio loro la firma apposta sotto la lettera recapitata al comune di Arzano nella quale, senza veli, ci sarebbero chiare minacce di morte all’attuale commissario prefettizio della città, Gabriella D’Orso. Ma non solo, riferimenti espliciti a farla finita, sarebbero anche stati indirizzati, sempre nella stessa missiva, anche alla segretaria comunale Rosalba Ambrosino e al comandante della polizia municipale Biagio Chiariello.

Il comune di Arzano risulta commissariato già da diverso tempo e solo negli ultimi venti anni si è registrato lo scioglimento degli organi comunali per ben cinque volte sempre con la stessa motivazione: infiltrazione camorristica.

Grandissima solidarietà è arrivata da tutto il mondo politico per questo comune che sta cercando attraverso le istituzioni di ribellarsi allo strapotere delle cosche nel tentativo, purtroppo faticosissimo, di ripristinare la legalità.

Ed è proprio per questo che tutte le azioni sul territorio ma anche tutte le indagini degli inquirenti si starebbero concentrando a porre l’occhio vigile, posizionandolo sotto la lente d’ingrandimento, proprio nei confronti di questo clan “167” che prende il nome dalle stesse palazzine.

A capo di questa organizzazione ci sarebbero ex tossicodipendenti o finti tali che, per aggirare le carceri per i reati commessi, avrebbero addirittura ottenuto certificati dai vari Sert di competenza dichiaranti la dipendenza, garantendosi, così, la possibilità di agire sul territorio per impossessarsene sotto tutti gli aspetti.

Durissime anche le parole del Presidente della commissione anticamorra Gianpiero Zinzi che, esprimendo la sua vicinanza al comune offeso e minacciato, rivendica la presenza e l’assistenza da parte dello stato come risposta forte a questa lotta difficile ma non impossibile da vincere.

Asprissime, invece, le parole del senatore del Gruppo Misto, Sandro Ruotolo che definisce la camorra “una montagna di merda”.

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