Continuano le indagini a seguito della denuncia shock sul decesso nel bagno dell’ospedale

Il video diffuso in rete che denunciava la presenza di un uomo morto sul pavimento del bagno dell’ospedale Cardarelli sembrerebbe aver dato il via ad una serie di denunce su sospetti casi analoghi.

La Procura di Napoli starebbe acquisendo decine di cartelle cliniche di quanti, in questo periodo di emergenza, sarebbero passati nel reparto OBI del nosocomio trovandone la morte.

Obiettivo dei magistrati sarà quello di accertare che ci siano state tutte le norme di sicurezza e di assistenza assicurate per i pazienti che si trovavano in quest’area “di passaggio” in attesa di trovare un posto disponibile nei reparti Covid.

Il problema nasce proprio su questo particolare: gli ambienti OBI sono dei locali adibiti ad una prima osservazione di pazienti che necessitano il ricovero, ma che, di fatto, con l’emergenza Covid si sono trasformati essi stessi in reparti dove ci si accampa in attesa di qualcosa che, probabilmente, non arriverà mai.

Un’inchiesta, questa, che avrà degli strascichi enormi per la complessità del caso e che era partita dal decesso di Giuseppe Cantalupo, deceduto nel bagno di questo reparto del Cardarelli e, protagonista, suo malgrado, del video denuncia di un giovane anch’egli ricoverato.

A seguire la denuncia dei familiari di una donna di 45 anni, Giuseppina Liccardo, deceduta in un reparto del Cardarelli di terapia intensiva: in questo caso era stata la donna stessa, positiva al Covid e affetta da patologie pregresse legate ai reni, a denunciare un’eccessiva negligenza e scarsa attenzione da parte dei dipendenti dell’ospedale.

La donna è poi deceduta il 12 novembre.

Marianna Di Donna

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