In arrivo i Puc per i percettori del reddito di cittadinanza, previsti 740 posti

In ogni comune della nostra Italia esistono i Puc ovvero “Progetti utili alla collettività“. Si tratta di fatto di patti di lavoro da svolgere nel comune di residenza per un numero prestabilito di ore settimanali.
Si va da un minimo di 8 ore a settimana fino a un massimo di 16 ore a settimana.
Ogni comune ha la responsabilità di attuare, in collaborazione con alcuni enti o soggetti, l’attivazione di questi progetti utili alla collettività.
Si tratta di un sistema veramente alternativo con una duplice finalità in quanto i Puc rappresentano una vera e propria forma di inclusione e crescita per il bene di ogni comune e della sua collettività.
Primi beneficiari dei progetti Puc saranno i percettori del Reddito di Cittadinanza che, in base alle competenze professionali o agli interessi che hanno, potranno sostenere colloqui presso i centri per l’impiego o i servizi sociali del comune di appartenenza. L’altro alto valore di questi progetti è sicuramente volto al bene della collettività perché i progetti saranno finanziati e gestiti per garantire i bisogni e le esigenze delle comunità locali.
I progetti riguarderanno diversi ambiti dall’ ambito culturale all’ambito sociale ed artistico, dall’ambito ambientale all’ambito formativo e della tutela dei beni comuni e saranno organizzati da enti pubblici partner dei comuni stessi.
Nello specifico, nella sola città di Napoli, saranno 740 le posizioni aperte per i percettori del Reddito di cittadinanza ad avere la possibilità di accedere ai Progetti di Utilità collettiva avviati dal Comune di Napoli.
A gestire il tutto e a garantirne la trasparenza, ci sarà una piattaforma automatica soprannominata GePi che sceglierà i candidati in base alle proprie competenze ed esperienze.
Una prima selezione avverrà sul numero dei percettori del Reddito di cittadinanza in quanto a Napoli risultano circa 70.000 unità come percettori del reddito stesso.
Di questi 70.000, solo 21000 persone potranno sottoscrivere un patto di lavoro con un centro per l’impiego, questo perché i restanti 50000 non sono nelle condizioni idonee per poter accettare un’offerta lavorativa o perché sono troppo avanti con gli anni o perché hanno disabili in famiglia oppure perché si trovano in una situazione di esclusione sociale piuttosto grave.
Al momento il primo ente ad occuparsi della realizzazione dei PUC è la Protezione Civile che dei 70 posti a disposizione ne avrebbe già individuati 12.
I beneficiari dovranno occuparsi delle aree comunali inerenti la cura dei parchi, il portierato sociale finanche la mappatura delle bocchette d’acqua sul territorio urbano e ad una pianificazione generale dell’urbanistica e degli spazi comuni.

Foto di repertorio
Marianna Di Donna

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