Continua senza sosta il boom delle ambulanze abusive, mille euro per una chiamata

In tempi di Covid le ambulanze sono diventate introvabili e, come già accaduto e denunciato in tutti questi mesi, continua senza sosta il fenomeno dalle proporzioni giganti delle ambulanze abusive e dai costi stratosferici.

A fronte della carenza di mezzi impegnati in decine e decine di interventi a carattere di urgenza in tutta Napoli e provincia, fin da subito si è sviluppata un’attività parallela di gestione privata dei mezzi di soccorso.

Ed ecco che l’emergenza avrebbe iniziato a fruttare fior fior di quattrini per delle associazioni private in possesso di qualche mezzo di soccorso prontamente allestito per essere reso disponibile all’utenza che ne avesse bisogno.

Tutto molto bello se non fosse che queste associazioni, molte volte anche rivelatesi “fantasma”, chiedessero cifre esorbitanti e fuori dall’ordinario per arrivare a domicilio.

Dall’inizio dell’emergenza pandemica, infatti, sono iniziati a spuntare in ogni dove e attraverso ogni canale, banner pubblicitari sui social, volantini e affissioni in strada e, non ultimo, un passaparola incessante al fine di sponsorizzare le attività di queste ambulanze abusive.

A distanza di un anno le cose, però, non sembrerebbero cambiate, anzi, si può ipotizzare un vero e proprio giro di vite intorno a questo fenomeno che tanto legale non è.

Sì, perché questi mezzi, per quanto attrezzati alla meglio, non sarebbero proprio in regola circa le norme di soccorso assistito: molte mancherebbero di assicurazioni specifiche e di licenze per il trasporto in strada di persone malate, altre sarebbero state sequestrate perché sprovviste dell’assicurazione Rca, altre ancora perché guidate da conducenti senza patente e non formati allo scopo.

Ma lo scandalo degli scandali resterebbero i prezzi: un vero e proprio tariffario senza esclusione di colpi.

Dai 650 ai 1000 euro sarebbe il costo esclusivo della chiamata ad intervenire, a questo si aggiungerebbe una tariffa pari a 150 euro per ogni ora “in attesa” fuori dal pronto soccorso, tempo di permanenza affinché il trasportato non possa essere accolto nel presidio e possa così rendere libera l’ambulanza. Ultima novità sembrerebbe, invece, la nuova tariffa applicata: la benzina! In sostanza, l’utente, per necessità, si trova costretto a ricorrere a queste ambulanze abusive: oltre alle tariffe elencate sopra, dovrebbe riconoscere addirittura il costo della benzina che servirebbe per consentire al mezzo di muoversi.

Foto di repertorio

Marianna Di Donna

 

 

 

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