Prende posizione l’ordine dei biologi nazionale in merito all’esecuzione nelle farmacie dei tamponi rapidi

Scoppia l’ennesima diatriba di questa emergenza Covid e riguarda la gestione dei tamponi rapidi all’interno della rete di farmacie del territorio.

A tenere il pugno duro è l’ordine nazionale dei biologi(ONB) di cui è presidente il senatore D’Anna.

Ed è proprio lui, in una nota, a dichiarare l’inammissibilità di questa decisione dichiarando la ferma volontà dell’ordine ad impugnare il protocollo tra Regione Campania, Federfarma e Assofarm Campania.

Il punto è la concreta possibilità che questi test effettuati nelle farmacie andrebbero a finire nelle mani di operatori inesperti e praticati in ambienti non adeguatamente protetti.

È questa l’ottica dei biologi che sentono lesa la loro professionalità.

Il senatore D’Anna continua a sgranare il protocollo definendolo inattuabile e privo di qualsivoglia norma di tutela: le farmacie, infatti, non sono un luogo dove c’è un’organizzazione tale da poter effettuare e manipolare esami di laboratorio, test antigenici ed altro.

A parte il fatto che sembrerebbe che il  protocollo non abbia considerato il fatto che nelle farmacie continuerebbe la vendita al pubblico di altri prodotti e, quindi, con relativo veicolo di denaro, cosa che certamente non garantirebbe una protezione sanitaria adeguata a quella di un test in laboratorio.

Il senatore D’Anna, senza esclusione di colpi,   punta il dito contro il governatore De Luca dicendo  “Dopo i favori alle case di cura eccone arrivare uno anche per i farmacisti. Tutto questo mentre, ironia della sorte, il governatore De Luca è andato a dichiarare in tv…la fallacia di quegli stessi test rapidi che oggi sono stati posti in mani ed ambienti inadeguati”. 

Il governatore De Luca non è l’unico nome del discorso del senatore D’Anna.

Tirato in ballo anche il Ministro della Sanità Speranza su cui incalza il senatore “Il Ministro Speranza cerchi di non chiamarsi fuori da queste determinazioni che sono certo nella potestà organizzativa delle Regioni ma che non possono violare prerogative e competenze che il Ministro vigilante deve saper garantire. Come le prerogative delle professioni sanitarie di Biologi e Medici laboratoristi.”

“La misura è veramente colma” è la frase che conclude la nota del presidente D’Anna che si dice pronto a rivolgersi agli organi giudiziari in sede penale.

Marianna Di Donna

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