Dieci milioni di euro in beni sequestrati al clan Mallardo di Giugliano

Un’operazione della Polizia di Stato è avvenuta alle prime luci dell’alba e vede protagonista tutta una serie di beni mobili ed immobili appartenenti al clan Mallardo di Giugliano.

Il clan Mallardo, leader delle cosche camorristiche della provincia, avrebbe intensificato le sue attività sul territorio da quando avrebbe stretto alleanza con i Contini del Vasto e i Licciardi della Masseria Cardone.

Si tratterebbe di un provvedimento, quello di stamattina, relativo al sequestro da parte della sezione criminalità economica derivante da inchieste e condanne che hanno colpito la cosca negli ultimi anni.

Un sequestro derivante dalla carcerazione di Salvatore Lucente, 37 anni, genero di Francesco Mallardo, boss dell’omonima cosca dell’hinterland partenopeo. L’uomo è attualmente detenuto con diverse condanne a suo carico per associazione di tipo mafioso, intestazione fittizia aggravata, violazione di sigilli aggravata e falso aggravato, con contestuale confisca dei beni.

Lucente avrebbe rivestito un ruolo importantissimo nella cosca e non solo per il fatto di essere lo sposo della figlia del boss ma perché, essendo dotato di un ottimo spirito imprenditoriale, avrebbe reinvestito il denaro sporco in tantissime attività sul territorio.

Lucente sarebbe considerato, quindi, il vero e proprio motore economico della cosca dal momento che avrebbe creato introiti altissimi provenienti dalle aperture di supermercati, di diversi caseifici e panetterie ma anche negozi dedicati alla vendita di fuochi pirotecnici.

L’attività investigativa avrebbe portato all’individuazione di beni sulle zone di Napoli, Giugliano, Villaricca, Casoria e zone limitrofe.

Quello che i militari hanno sequestrato si sarebbe rivelato come un vero e proprio patrimonio equivalente a circa 10 milioni di euro e comprendente ben quattro società con quote ripartite, otto locali afferenti alle suddette attività, due appartamenti, due negozi, un’autorimessa, due terreni, un autoveicolo e due motoveicoli, un deposito, il 50% di una barca, circa 29 conti correnti e depositi vari e denaro contante per 25.000 euro.

Tutto, dapprima, sequestrato e poi confiscato e risultato intestato sia a Lucente che alla moglie.

Foto dal web

Marianna Di Donna

 

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