Detto fatto del Ministro della salute Speranza. la Campania si colora di arancione

Nella consueta diretta Facebook del governatore De Luca terminata qualche ora fa è stata confermata quella notizia che circolava già da qualche giorno: la nostra regione diventerà zona arancione da domenica 21 febbraio.

Immediata la reazione tra la gente, soprattutto tra gli imprenditori dei settori di ristorazione, che si dicono stremati da queste decisioni prese ad horas, in extremis, il venerdì per la domenica, come se il contagio non fosse preventivabile prima e come se dipendesse esclusivamente dalle attività commerciali e non dalla mancanza di senso civico tra la gente.

Fatto sta che i tempi sembrano essere maturi, ci troviamo a ridosso del primo anniversario del virus in Italia: proprio in questi giorni, l’anno scorso, facevano capolino i primi contagi tra la popolazione, ignara e completamente inconsapevole di ciò che questo virus avrebbe significato nella nostra esistenza.

A preoccupare, e non poco, sono i dati dei contagi in forte crescita nella nostra regione che pare essere investita da una delle famigerate varianti di questo virus dai mille volti. In Campania gli ultimi dati indicano una notevole e non trascurabile presenza della variante inglese del virus che pare abbia avere un tasso di contagiosità superiore al 38% del comune ceppo Covid.

Ed ecco che, in un’Italia con un Rt superiore a 1 da circa tre settimane, ritornano le ordinanze a firma del ministro della salute Speranza ricche di restrizioni. In realtà, tutti ben conosciamo quali sono le restrizioni corrispondenti ai vari colori e nello specifico bar e ristoranti resteranno chiusi al pubblico, come in zona rossa, ma potranno vendere solo attraverso un servizio di delivery e con consegne a domicilio. Gli esercizi commerciali saranno aperti. Ritornerà, però, il coprifuoco notturno: dalle 22.00 alle 5.00 del mattino ci sarà il divieto di spostamento tra comuni e dal comune di residenza fatta eccezione per i motivi legati alla salute o ad esigenze lavorative. Previste sanzioni per i trasgressori che vanno dai 400 ai 1000 euro di multa. Centri commerciali saranno chiusi nel weekend ad eccezione delle aree al loro interno dedicate al supermercato, alla parafarmacia, farmacia e tabacchi.

Nessun divieto per parrucchieri, barbieri ed estetisti ma rigida osservazione dei protocolli di distanziamento e messa in sicurezza. Le attività fisiche saranno limitate al comune di residenza e non oltre.

Ritornano anche le limitazioni nelle case: possibilità di ricevere una visita al giorno e per un massimo di due persone per volta. Riguardo alle autocertificazioni, in zona arancione non sarà necessaria solo se si resta all’interno del proprio comune di residenza. Per quanto riguarda le scuole, solitamente in zona arancione, è ammessa la presenza della primaria, della scuola secondaria di primo grado, mentre le superiori continuerebbero con il criterio del 50%, ma sono attese nuove ordinanze regionali in merito alla questione.

Foto dal web

Marianna Di Donna

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