Ed è proprio il caso di dirlo: Domenica 23 Febbraio ha vinto la città di Napoli!

E’ difficile potersi concentrare esclusivamente sulla competizione agonistica, quando lo sguardo, l’attenzione e lo stupore sono tutti proiettati sul fiume di canotte colorate che hanno fatto del Lungomare di Mergellina una cartolina in versione tridimensionale. Che “la città del sole” fosse già fotogenica di suo era cosa risaputa, ma Domenica scorsa le strade di Napoli si sono letteralmente animate di un colore fatto di “positività“: quella stessa che ultimamente, per vicende ed allarmismi vari, si sta un po perdendo. Ed è quanto serviva in questo momento di smarrimento: un evento che aiutasse la gente a dimenticare, anche se per poche ore, e a godersi una giornata tra lo sport, l’agonismo con se stessi e con gli altri, e le ricchezze di una città che ha il fascino di una donna inconsapevole della sua bellezza.

Anche Napoli, dunque, ha la sua perla, il suo gioiello capace di attrarre oltre 6000 atleti provenienti da ogni parte del mondo e vogliosi di vivere un evento sportivo che è partito da Venerdì 21 Febbraio con l’apertura dell’Expo all’interno della storica e bellissima Mostra d’Oltremare: qui la possibilità per ogni famiglia di potersi gustare con i propri figli un momento sportivo a tutto tondo, grazie anche alla partecipazione alla “Family Run and Friends“, un evento collaterale alla mezza maratona e con il quale si è lanciato un messaggio di solidarietà a favore dell’ambiente (vi era, infatti, la  possibilità di pagare parte del pettorale in bottiglie di plastica).

Insomma, una Mezza Maratona che sta crescendo sempre di più e che sta portando Napoli sugli scudi a livello internazionale: non dimentichiamo, infatti, il riconoscimento da parte della Federazione internazionale di Atletica Leggera che ha voluto omaggiare la città e dunque la gara del livello Bronze, un riconoscimento che pone la manifestazione e la città stessa tra le più ambite al mondo. Ma gli obiettivi di Carlo Capalbo – patron dell’evento – e di tutta la Napoli Running non si fermano qui: lo sguardo è sempre più proiettato in avanti, e nel frattempo è la città che sta imparando ad aprire i propri orizzonti ad una cultura sportiva a cui prima non si era assolutamente abituati.

Ma… veniamo ora all’aspetto agonistico in quanto tale: l’obiettivo “sotto l’ora” – per il quale c’è stata una modifica sul percorso rispetto alle precedenti edizioni, non è stato centrato, anche se per soli quattro secondi; una partenza un po troppo audace dei Keniani in testa ha cominciato a pesare nella seconda parte di gara, resa anche più difficile dalla salita della galleria laziale di Fuorigrotta a circa 2km dall’arrivo. Nonostante ciò, tuttavia, va sottolineato il talento di  Henri Rono, che ha comunque stabilito il suo personal best sulla distanza, oltre che il best di sempre della Napoli City Half Marathon. Altrettanto spettacolare la gara in rosa, con uno stellare 1h06’47” stabilito da Viola Cheptoo, atleta Keniana all’esordio sulla distanza dei 21km e 97mt: la bellezza e l’eleganza del suo gesto atletico non sono passati inosservati al pubblico napoletano, al punto tale che – per un istante – ci si è distratti dal fatto che avesse stracciato il record della precedente edizione con un tempo che vanta tutta l’attenzione anche a livello mondiale.

La classifica Italiana ha invece visto la vittoria di Francesco Quarato in campo maschile (1h09’35”) e di Rosalba Console in campo femminile (1h17’11”).

Ma al di la delle classifiche e dei riconoscimenti personali che ogni atleta ha saputo guadagnarsi sul campo, Domenica ha davvero vinto la città di Napoli: un plauso va a tutto lo staff della Napoli Running, a tutti i volontari e agli addetti sul percorso e a chiunque abbia reso perfetta questa giornata sportiva. La medaglia più grande, però, va alla città di Napoli che, tra le immagini negative che se ne vogliono veicolare, ha saputo come sempre far innamorare di se chiunque ci sia stato.

Martina Amodio

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