Tutto è bene quel che finisce bene

Vincenzo Tipo, direttore dell’Unità operativa di pronto soccorso dell’ospedale Santobono di Napoli, racconta la storia di una bambina di 5 anni affetta da covid-19 che ha successivamente sviluppato un’infiammazione; grazie ad una cura sperimentale, la piccola ora sta decisamente meglio.

“Buon 2021 !!! Oggi vi racconto una storia a lieto fine… una storia consumatasi tra le mura del mio ospedale… è la storia di Luisa (nome di fantasia) una bellissima bambina di 5 anni che 5-6 settimane fa ha incontrato il Covid… insieme alla sua famiglia, ma è stata assolutamente asintomatica e si è negativizzata in breve tempo. Torna a giocare… è felice … quando, dopo circa 3 settimane, compare febbre altissima, dolori muscolari, cefalea, congiuntivite e un violento dolore addominale. Viene portata di corsa in un ospedale della sua area di residenza…. diagnosi peritonite…. subito in sala operatoria…. quí un medico illuminato decide di non operare e di trasferirla al Santobono… non è convinto… qualcosa non gli quadra. Accogliamo la bimba… sta maluccio… esami, radiografie , ecografie, visite specialistiche …. non abbiamo dubbi: MIS-C ( sindrome infiammatoria multisistemica correlata al Covid). Iniziamo le terapie convenzionali… niente… la bimba peggiora…..aumentiamo i dosaggi… modifichiamo le terapie ed associamo più farmaci…. non risponde… il cuore inizia a dare segni di sofferenza… siamo a un passo dalla rianimazione. Ci presentiamo dalla madre, senza il coraggio di guardarla negli occhi, con un foglio in mano…..il consenso ad una terapia cosiddetta “off label”. La madre chiede… è preoccupata ma firma… è disperata… percepisce l’ansia nei nostri gesti. In breve tempo il farmaco è in reparto… lo iniettiamo…. è sera… torniamo a casa…. i cellulari accesi… messaggi scambiati di continuo. Al mattino seguente siamo tutti lì…. la collega del turno di notte ci accoglie con un sorriso: è sfebbrataaaaa !!! Inizia una lenta, lentissima ripresa…. riprende a mangiare… ad interagire…. vuole disegnare. Passano i giorni ed i miglioramenti sono importanti… fino ad arrivare al momento del rientro a casa!! È felice, sorride… vuole uscire ad abbracciare il padre. Restiamo un minuto con la mamma per salutarci… ci consegna i disegni della bimba: un foglio tutto nero… rappresenta lo stato d’animo dei primi giorni… poi un disegno in cui ritrae medici e infermiere… poi disegna l’arcobaleno…. inizia a sentirsi meglio …. ed infine il ritorno alla normalità, disegna lei stessa che gioca. Sfogliamo i disegni e gli occhi diventano lucidi e gonfi… troviamo una scusa per fare altro con la speranza di fermare la lacrima. La porta del reparto si chiude Luisa e la madre entrano in macchina … un ultimo saluto…. poi riprende la normale attività…. il tempo di mettere a posto i documenti e chiama il 118…. si è alzato in volo un elicottero da un’altra regione… ci stanno portando Francesco, 12 anni, febbre alta… troponina alle stelle, dolori addominali violenti, già positivo sl Covid, … sta male….un’altra MIS-C… affiliamo le armi. Dal PS ci sta salendo Tonia, 4 anni, stessa storia ….. Questo maledetto virus è subdolo e può far male… molto male…ad adulti e bambini… senza guardare in faccia a nessuno!! Unica arma per fermarlo è il vaccino. Io mi vaccinerò… per me stesso… per la mia famiglia…. per le persone a cui voglio bene…. ma anche per Luisa, Francesco e Tonia…i bambini non dovrebbero mai conoscere “il nero” …….hanno diritto a vivere una vita a colori !!!! PS: consentitemi di ringraziare tutti i miei colleghi, il personale infermieristico e gli oss che da mesi mi affiancano in questa esperienza indescrivibile. Professionisti di livello altissimo a cui si devono questo e tutti gli altri successi di tutti i giorni!”.

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