“Questo è un giorno di dolore, vi chiedo di pensare un minuto a questa donna, e che sia un minuto che ricordi a tutti noi di restare a casa, per il bene della comunità e della nostra famiglia”

 

Dopo 10 giorni di ricovero nel reparto di rianimazione, la poliziotta della questura è deceduta dopo che le era stato diagnosticato il coronavirus.

La notizia, diffusa dal sindaco di Caserta, Carlo Marino, ha scosso la popolazione casertana e, soprattutto, la sua squadra del 113: la 52enne non aveva contatti con il pubblico e non svolgeva compiti operativi in strada, si dice che fosse la voce femminile del 113 di Caserta, essendo l’unica donna della stazione radio.

La donna lascia una figlia e il marito.

“Abbiamo il primo morto di coronavirus positivo a Caserta – dice il Sindaco – una signora di 52 anni, una poliziotta. Sentite condoglianze alla sua famiglia, a suo marito e alla figlia. Sentite condoglianze al Questore e alla Polizia di Stato. Era ricoverata nella Terapia Intensiva dell’ospedale di Caserta. Nonostante la voglia di vivere di questa donna, nonostante lo sforzo che hanno fatto i medici, non ce l’ha fatta. Questo sia anche per noi un esempio: aumenteremo il rigore nei confronti di tutti. Non voglio più morti nella nostra città. Non voglio più persone che perdono la vita. Ci ha lasciato una donna giovane, speriamo che il suo segnale sia di aiuto a tutti.

Non correte, non andate nei negozi, uscite soltanto per motivi di lavoro o di salute, per comprare gli alimenti solo una volta a settimana. Oggi è 19 marzo, è la festa del papà, festeggiate in famiglia ma non vi muovete da casa. Questo è un giorno di dolore, vi chiedo di pensare un minuto a questa donna, e che sia un minuto che ricordi a tutti noi di restare a casa, per il bene della comunità e della nostra famiglia”.

Laura Barbato

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