“La morte non è niente, io sono solo andato nella stanza accanto” (Charles Peguy)

 

 

Si chiamava Tanio Cuccurullo il 24enne che è deceduto a causa del Covid-19, dopo aver sconfitto il cancro ad un polmone.

La sua storia inizia nel maggio 2019 quando viene ricoverato per una massa in un polmone che, poco dopo, si rivela un cancro.

In cura al CRO di Aviano per oltre un anno, Tanio scopre di essere definitivamente guarito l’8 ottobre 2020 e lo annuncia sui social, per farlo sapere a tutti coloro che a lungo avevano pregato per lui.

“Con i controlli per ora puliti, e con questa mia ultima chemio (spero per sempre) Mastrolindo vi dice che sembra essere guarito, e che sembra sia finita! 
Non voglio ancor cantare vittoria perché si sa, non posso ancora farlo al 100%, ma nell’attesa di ulteriori conferme, e con la speranza che sia davvero finita, voglio ringraziare Tutti, e dico Tutti coloro i quali hanno accompagnato questa mia malattia, e questo mio percorso, sia economicamente, sia per il calore che ho ricevuto.
Voglio inoltre ringraziare la struttura e tutto lo staff, un insieme di angeli che mi ha salvato la vita!”

Melito. Tanio sconfigge il cancro ma il "virus maledetto" lo porta via

Segue, però, solo 21 giorni dopo un secondo post in cui, in maniera sarcastica, si scaglia contro i negazionisti:“Il prossimo negazionista che dice ‘non esiste il Covid, è tutto un complotto’, gli tiro addosso qualche bella parola. Giusto per dirvelo miei cari complottisti, il Covid c’è, esiste, e lo tengo anche io”.

Il 10 novembre viene ricoverato in ospedale e, nonostante le sue condizioni di salute, rende noto Tanya, la fidanzata, “a mezzanotte non è mancato il suo messaggio di auguri. Nonostante fosse in ospedale, neanche i fiori sono mancati. Nonostante la stanchezza, ha avuto la forza di scrivere una piccola dedica sul tablet, per poi farla stampare”.

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Da quel giorno, però, le sue condizioni cliniche si sono aggravate sempre di più fino a sabato 12 dicembre, quando Tanio si è spento.

Sono stati tantissimi i messaggi di cordoglio, i ricordi che le persone hanno voluto condividere sulla sua bacheca social, ricordandolo come una persona sempre allegra, di buon umore, “poco social”, col sorriso sempre stampato sulle labbra che mostrava alla fine di ogni ciclo di terapia contro il cancro.

Tanya, la sua fidanzata, gli ha scritto una vera e propria lettera, carica di dolore ma anche di affetto e di amore, che, come  scrive proprio lei, non finirà mai, neanche tra 90 anni:

“Mi ero ripromessa di non scriverti nulla, non in una situazione del genere. Ma che figura ci farei? Qui tutti sono convinti che ti trovi in un posto migliore, che ci sei vicino e che le nostre parole in un modo o nell’altro ti arriveranno, quindi così come ho fatto in questi giorni, farò ora.

Mi aggrappo alla speranza che in questo momento sia affianco a me, e che in un modo o nell’altro potrai leggere questi stupidi testi che tutti siamo in procinto di scriverti. Non ti scriverò nulla di diverso rispetto a ciò che già sai, che spesso ti ho ripetuto, anche se a modo mio. Sono quasi 4 anni che siamo insieme, anche se siamo stati amici per qualche anno in più. Povero! Quanto ti ho fatto aspettare…

Ricordo quando prima di conquistarmi, ti assicuravi di non nuocere alla mia salute, essendo celiaca. “Tanya ma che succede se una persona ti bacia dopo aver mangiato un panino?”; “Tanya ma può succedere che ti senta male se baci qualcuno con le labbra sporche di glutine?”. Poi ci fu il bacio. Mi sei sempre stato vicino, sempre presente, sempre sostenuta e sempre difesa. Quanti litigi abbiamo avuto, quante parole ci siamo detti, quante volte eravamo talmente incazzati da non sentirci neanche. Quanti rimproveri, quante risate, quante pizze, quante uscite.

Avevamo fatto una lista, dopo le chemio saremmo dovuti andare ad Amalfi, avremmo dovuto mangiare una pizza, saremmo dovuti andare insieme al concerto dei Modà che mi regalasti, ma soprattutto… Saresti dovuto essere presente alla mia laurea, al mio Natale, al nostro anniversario, al compleanno dei tuoi, dei miei. Avresti dovuto essere parte del mio futuro, della mia vita. Purtroppo così non è stato, e purtroppo non riesco a capacitarmene. Mi hai sempre rimproverato il fatto che fossi poco paziente.

In questo mese soprattutto ho fatto la buona. Ti ho aspettato, sono stata male, ma ti avrei aspettato anni. E quanto vorrei poterti aspettare ancora, quanto vorrei tornare indietro, quanto vorrei averti conosciuto prima, quanto vorrei averti fatto vivere di più.

Sai che ho imparato a guidare, ma mi avevi promesso che mi avresti aiutata a fare le manovre. Mi avevi promesso che mi avresti aiutata col tedesco. Mi avevi promesso che ce l’avresti fatta. Che saresti stato presente alla mia laurea. Che avremmo avuto un cane. Mi avevi promesso tante cose , e io ho vissuto nell’illusione. Io spero spero spero ancora in qualche miracolo, in qualche sorta di magia.

Non posso credere che tu sia andato via, sembra tutto un sogno. Non posso credere che tu mi abbia lasciata sola. Dove sono le tue rose? Dove sta il tuo messaggio della buonanotte? Dove sei tu? Quante cose mi avevi promesso, e quante cose te ne avevo promesse io. Non mi hai dato l’opportunità di poter mantenere le mie promesse. Non mi hai dato l’opportunità di darti i miei regali di natale. Ora li guardo e penso: che fine faranno?

Chi mi coccolerà? Chi mi chiamerà? Chi mi porterà una pizza? O un cornetto? Chi si farà in due per cercare una pizzeria senza glutine? Sapevi così tanto di me, tenevi così tanto a me, e ora sono sola. Sola. Senza la persona che consideravo la mia ancora di salvezza.

Troppe cose mi ricordano te. La mia camera inonda di peluche Disney e bambole di Mulan. Perché tu, hai sempre voluto rendermi felice. Sempre appoggiato il mio lato un po’ bambinesco. Ora sono cresciuta, e la bimba non c’è più. Ciò che resta è solo un gran vuoto. Un vuoto che solo tu puoi colmare.

Mi senti ta’? Mi manchi un sacco. Aiutami ad andare avanti, che da sola, proprio non ci riesco. Ti amo , ti amerò sempre. Anche tra 90 anni. Sarai sempre e per sempre l’unico. La tua cara, paziente e cresciuta “piccolina””.

Anche i ragazzi del CRO di Aviano lo hanno voluto ricordare, pubblicando sulla pagina social di Tanio la canzone che avevano inciso insieme a lui, insieme ad una frase:“Tutto ciò che abbiamo amato profondamente non potrà mai andare perduto. Tutto ciò che amiamo profondamente diventa parte di noi. (Helen Keller). I cuori puri nn si dimenticano”.

Tanio difficilmente sarà dimenticato e noi, la Redazione tutta di Melitonline, vogliamo ricordarlo con una poesia di Charles Peguy.

Sono nella stanza accanto

L’amore non svanisce mai.
La morte non è niente, io sono solo andato nella stanza accanto.
Io sono io.
Voi siete voi.
Ciò che ero per voi lo sono sempre.
Datemi il nome che mi avete sempre dato.
parlatemi come mi avete sempre parlato.   

Non usate un tono diverso.
Non abbiate un’aria solenne o triste.
Continuate a ridere di ciò che ci faceva ridere insieme.
Sorridete, pensate a me, pregate per me.
Che il mio nome sia pronunciato in casa come lo è sempre stato,
senza alcuna enfasi, senza alcuna ombra di tristezza.
La vita ha il significato di sempre.
Il filo non si è spezzato.
Perchè dovrei essere fuori dai vostri pensieri?
Semplicemente perchè sono fuori dalla vostra vista?
Io non sono lontano,
sono solo dall’altro lato del cammino.

 

 

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