A quasi un mese dalle elezioni, la sindaca Dominique Pellecchia è alle prese con la composizione dell’esecutivo e con gli equilibri tra le otto liste della maggioranza. Sul tavolo i nomi degli assessori e la “questione” presidenza del Consiglio comunale. Melito attende


Stallo politico a Melito nonostante l’ampia affermazione elettorale e le decine di problemi da risolvere. A poco meno di un mese dalla netta vittoria elettorale che l’ha portata alla guida di Melito con circa il 70% delle preferenze, la sindaca Dominique Pellecchia è chiamata a sciogliere i primi e più delicati nodi politici della nuova amministrazione. L’impasse è sempre la stessa. La costruzione della giunta e la scelta del presidente del Consiglio comunale rappresentano infatti i due principali banchi di prova per una coalizione ampia, composta da otto liste, che ora chiede rappresentanza e riconoscimento politico.

L’obiettivo dichiarato della neo sindaca sarebbe quello di costruire un esecutivo di alto profilo, capace di affrontare le numerose emergenze amministrative della città e di alleggerire il peso delle deleghe che inevitabilmente ricadranno sul sindaco. Un disegno che però deve fare i conti con le aspettative dei partiti e delle liste che hanno contribuito al successo elettorale.

Tra i nomi che circolano con maggiore insistenza c’è quello di Mario Oscurato, indicato da Free Melito. Ex dirigente comunale, figura tecnica e considerata molto vicina alla sindaca, potrebbe ottenere un assessorato di peso e persino la carica di vicesindaco. Una candidatura – quella di ‘vice’ – che si intreccia con quella di Venanzio Carpentieri, ex sindaco sostenuto dalla lista “Con Melito”, anch’egli accreditato per un posto di primo piano nel futuro esecutivo. Per il Movimento Cinque Stelle, il nome più accreditato resta quello della leader cittadina Anna Puzone, considerata tra le principali indiziate per un ingresso in giunta.

Ancora aperta la partita nelle altre liste. PER – dopo una iniziale esclusione dai pretendenti ad un posto in giunta – spinge per l’ingresso di Alessandro Guarino, ma al momento non sarebbe arrivato il via libera della sindaca. Dal Nuovo CDU, invece, emerge il profilo di una professionista proveniente dall’area napoletana – su indicazione del consigliere regionale Giovanni Mensorio – esperta di transizione ecologica, indicata come possibile assessore tecnico. Più complessa la situazione di Un Patto per Melito, che avrebbe sottoposto alla sindaca tre diverse proposte per la giunta, senza però ottenere finora un riscontro positivo.

Ma il vero nodo politico resta quello della presidenza del Consiglio comunale, destinato a incidere direttamente sugli equilibri dell’esecutivo. Da una parte c’è il Partito Democratico, primo partito della coalizione, che punta sulla candidatura di Enrico Maisto, risultato il più votato tra i democratici. Il ragionamento del Pd sarebbe chiaro: sacrificare un secondo assessorato per ottenere la presidenza del Consiglio, lasciando contestualmente spazio in giunta a Raffaele “Lello” Caiazza.

Dall’altra parte c’è A Testa Alta, seconda forza della maggioranza, che rivendica il ruolo per Vincenzo Costa, risultato il candidato più votato in assoluto a Melito. La lista avrebbe già fatto sapere che, in caso di assegnazione della presidenza a Costa, non avanzerebbe ulteriori pretese. Scenario diverso, invece, qualora la scelta dovesse ricadere su Maisto: in quel caso A Testa Alta potrebbe chiedere uno o addirittura due assessorati come riconoscimento del peso elettorale ottenuto. Una partita, quella della presidenza del consiglio, che potrebbe risolversi nella prima riunione di maggioranza. 

Una trattativa complessa che richiederà equilibrio e capacità di mediazione. Per Dominique Pellecchia si tratta del primo vero test politico dopo il successo alle urne. La sfida sarà riuscire a tenere insieme tutte le anime della coalizione senza scontentare nessuno, costruendo una squadra in grado di governare una città che arriva da anni particolarmente difficili.

Le indiscrezioni si rincorrono, ma le certezze sono ancora poche. A meno di un mese dall’elezione, Dominique Pellecchia è chiamata a chiudere il complesso puzzle della nuova amministrazione. Il conto alla rovescia verso il primo Consiglio comunale, previsto nella seconda decade di luglio, è già iniziato e con esso si avvicina anche il momento delle scelte definitive. Sarà allora che le trattative di queste settimane dovranno tradursi in nomi, incarichi e nuovi equilibri politici. Poi si potrà finalmente pensare al bene della città. 

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