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Melito: SMS Sibilla Aleramo, riscaldamenti fuori uso per motivi di sicurezza

La protesta dei genitori e ragazzi in aula consiliare

MELITO – Mamme ed alunni della Sibilla Aleramo sul piede di guerra. Questa mattina, nell’aula consiliare di via Salvatore di Giacomo, circa 50 bambini, accompagnati dai genitori, hanno protestato per i disagi che da qualche settimana vivono nel plesso scolastico di via Sandro Pertini.

Termosifoni spenti per motivi di sicurezza e palestra chiusa alle lezioni: queste le ragioni principali che hanno scatenato la reazione dei giovanissimi alunni della scuola media. Un impianto vetusto e, a pare, a rischio esplosione ha reso necessaria la chiusura delle due stanze che ospitano altrettante caldaie a gasolio che alimentano i riscaldamenti della scuola. Un’operazione completata nelle ultime ore per scongiurare qualsiasi rischio per i bambini, ma le mamme chiedono maggiori informazioni e certezze sulla sicurezza dei loro figli. Rassicurazioni che sono giunte direttamente dagli uffici preposti che hanno comunicato tutti i passaggi effettuati dall’ufficio tecnico e dalla ditta di manutenzione per scongiurare qualsiasi rischio per i bambini. Alimentazione chiusa e camere messe in sicurezza poco prima del 31 marzo, data che – secondo il calendario termico sancito dalla legge – è il giorno di spegnimento dei riscaldamenti negli edifici pubblici. Ancora due giorni, prima della pausa pasquale, in cui gli alunni vivranno il disservizio. Una criticità, quella della sicurezza delle caldaie, che venerdì scorso ha reso necessaria l’ordinanza di chiusura della scuola di via Pertini per le rigide temperature previste e l’inagibilità dell’impianto di riscaldamento.

L’Amministrazione guidata da Antonio Amente, in merito alle proteste delle mamme e dei bambini, che già ieri si erano recati presso la Casa Comunale per sollecitare un intervento rapido sulle criticità delle tre scuole del circolo didattico “Mauriello”, ha chiarito: “Capiamo la preoccupazione delle mamme ma non possiamo condividere le loro rimostranze alla luce dell’incontro avvenuto ieri in aula consiliare. Abbiamo affrontato singolarmente le problematiche relative ai plessi del primo circolo didattico ed abbiamo indicato la tempistica degli interventi. Purtroppo – continua la squadra di Governo – le condizioni meteo delle ultime settimane non ci hanno consentito di poter effettuare i lavori di riparazione della tettoia di via Lavinaio che comunque hanno preso il via nella giornata di ieri e non dureranno più di 15 giorni, condizioni climatiche permettendo. Non sono state certamente le proteste a darci una svegliata ma il senso di responsabilità che abbiamo dimostrato di avere sin dal primo giorno dal nostro insediamento, diversamente da chi, con la politica dell’immobilismo e del rinvio, ha fatto si che ereditassimo una situazione del genere. Da settembre ad oggi – si conclude la nota – abbiamo eseguito oltre 100 interventi nelle scuole di Melito su richiesta dei dirigenti didattici, a testimonianza del nostro totale impegno. Se chi ci ha preceduto avesse fatto in sei anni almeno la metà di quanto fatto da noi in soli sette mesi, le mamme non avrebbero avuto di che lamentarsi”.

Sulla questione, inoltre, è intervenuto anche il consigliere di “Melito a testa alta”, Vincenzo Bortone, che ha affermato: “Strumentalizzare genitori preoccupati per nascondere i propri insuccessi politici, è il segno evidente del fallimento di chi in sei anni di amministrazione si è manifestato solo per incompetenza ed incapacità di amministrare. L’ennesima dimostrazione la si è avuta in queste ore quando, mamme evidentemente catechizzate da chi passa da Consiglio in Consiglio senza mai lasciare un segno concreto per la comunità, hanno espresso il proprio malcontento per questioni che nulla hanno a che fare sulle competenze di un’amministrazione comunale. L’amministrazione – ha continuato – non può di certo entrare nelle vicende didattiche dei singoli istituti scolastici ma deve far sì che le strutture siano dignitose. Inutile negare che ci sono ancora dei problemi, come sarebbe disonesto dire che in questi pochi mesi di governo non ci siano stati già interventi significativi. Di certo non bastano, ma siamo sicuri che continuando su questa strada, in poco tempo riusciremo a rendere tutte le strutture scolastiche accoglienti ed adeguate alla platea melitese”.

Dichiarazioni a cui i consiglieri di opposizione – in parte nella squadra della passata amministrazione guidata da Venanzio Carpentieri – ha replicato: “E’ pietosa la dichiarazione di chi, anziché prodigarsi per risolvere il problema, prova a giustificare le proprie lacune provando inutilmente a cercare alibi guardandosi alle spalle, forse perché non sa neanche come affrontare il problema stesso. Chiediamo sin d’ora l’elenco degli interventi eseguiti su tutti gli immobili comunali dall’inizio della consiliatura. Intanto – hanno continuato – agli esponenti della maggioranza che pontificano solo a mezzo stampa e tacciono in aula, rivolgiamo l’invito ad approvare l’emendamento da noi proposto con il quale abbiamo destinato la somma di euro 20mila per il rifacimento integrale del tetto della scuola di via Pertini. Questo si che sarebbe un vero segnale di sostegno agli alunni”.

In merito alla protesta di genitori e bambini, è inoltre intervenuto il consigliere e presidente del consiglio d’istituto, Raffaele Caiazza: “È una giusta protesta quella dei genitori e degli alunni – ha affermato – soprattutto dopo le dichiarazioni del Sindaco, fatte in pubblica adunanza da egli stesso convocata ieri, durante la quale ha esposto il pericolo di scoppio della caldaia. Il tutto mentre le lezioni sono in corso ma la palestra è inspiegabilmente chiusa ad ogni attività; o si chiude tutto o si lascia aperto tutto. Fanno sorridere, poi, le dichiarazioni di chi, pur avendo già ricoperto la carica di presidente del consiglio di istituto, rivolge ai genitori dichiarazioni offensive della loro intelligenza quando egli ha consentito, negli anni addietro, l’approvazione dei bilanci della scuola ove sono riportati in attivo oltre 300 mila euro di avanzo vincolato senza aver mai chiesto conto di tale spropositata cifra che solo ora, il nuovo consiglio, ha giustamente preteso che venisse specificata come previsto dalle norme”.

da: Internapoli – Nicola Marrone

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