“Il dissesto del Comune di Melito è il risultato di decisioni sbagliate prese da chi doveva garantire benessere e servizi ai cittadini. Il dado è tratto e indietro non si torna: l’auspicio è che questo momento difficile possa favorire una riflessione politica su come è stata male amministrata Melito negli ultimi anni”.

Lo dichiara in una nota stampa Renato Rinaldi, capogruppo consiliare di demA nel comune dell’hinterland napoletano e coordinatore nazionale del movimento politico Democrazia e Autonomia.

Due giorni fa, il consiglio comunale di Melito ha infatti approvato la dichiarazione di dissesto finanziario. Una scelta obbligata: la massa debitoria di cui risulta deficitario il comune di Melito, oberato da un disavanzo del 379,98% della spesa corrente, si aggira intorno ai 63 milioni e 700 mila euro, di cui 33 milioni derivanti da sentenze di condanna. “Cifre impressionanti – sostiene Rinaldi – causate dalla mala gestione della cosa pubblica negli ultimi venti anni. Sarebbe intellettualmente disonesto affermare che l’attuale maggioranza sia l’unica colpevole di questa situazione: eppure, come evidenziato in consiglio comunale, ci sono dati oggettivi che testimoniano responsabilità incontrovertibili. Basti pensare – continua Rinaldi – che nell’anno 2018, a fronte di minori entrate per circa 1 milione e 200 mila euro, sono stati spesi 1 milione e 496 mila euro in più, con un atteggiamento decisamente non consono allo stato di insolvenza del Comune”.

Ecco perché Rinaldi auspica in un risveglio della coscienza civica dell’elettorato melitese: “Fino a quando si voteranno persone in nome di legami familiari – sostiene il capogruppo di demA – fino a quando basteranno un paio di cortesie per vendere il proprio consenso, fino a quando si avrà il coraggio di mettere nelle istituzioni persone che stentano a parlare un italiano comprensibile e con uno spessore morale infimo, il nostro sarà sempre un paese senza futuro”.

Renato Rinaldi
Capogruppo consiliare demA Melito e coordinatore nazionale

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