Segnalazioni e proteste da parte di residenti e passanti dopo l’installazione dell’antenna. I chiarimenti dal Comune
Alcune proteste stanno animando in questi giorni il dibattito sui social network dopo l’installazione, in Corso Europa, di una nuova stazione radio base per la telefonia mobile, comunemente definita ripetitore o antenna per la rete cellulare. L’impianto, installato su un palo, ha la funzione di migliorare la copertura e la qualità del segnale delle reti 4G e 5G, consentendo il corretto funzionamento dei dispositivi mobili nell’area servita. La sua comparsa non è però passata inosservata e diversi residenti e passanti hanno manifestato dubbi e perplessità, segnalando la vicenda anche alla redazione.
Per chiarire la situazione – segnalata anche alla nostra redazione – abbiamo interpellato gli uffici competenti, dai quali è emerso che l’installazione sarebbe avvenuta seguendo il regolare iter autorizzativo previsto dalla normativa vigente.
Approfondendo la questione, emerge però un aspetto che spesso alimenta il dibattito pubblico. In Italia, infatti, non esistono linee guida nazionali particolarmente restrittive sulla collocazione degli impianti di telefonia mobile rispetto ad abitazioni, scuole o altri luoghi sensibili. La normativa di riferimento si basa principalmente sugli standard europei e sui limiti relativi alle emissioni elettromagnetiche. L’aspetto fondamentale riguarda proprio il rispetto dei parametri di esposizione ai campi elettromagnetici. I gestori sono tenuti a dichiarare i livelli di emissione degli impianti e gli stessi vengono successivamente verificati dagli enti preposti, tra cui Arpac, che ha il compito di effettuare controlli e monitoraggi.
Nel 2004, durante l’amministrazione guidata dal sindaco Di Gennaro, con Michele Pellecchia assessore all’Urbanistica, il Comune di Melito approvò un regolamento particolarmente restrittivo in materia di installazione di antenne per la telefonia mobile. I numerosi dinieghi opposti alle società del settore portarono però a una serie di ricorsi al Tar, che nella maggior parte dei casi diede ragione ai gestori telefonici, sancendo la soccombenza dell’ente.
Secondo quanto emerso, le prescrizioni contenute nel regolamento rendevano di fatto quasi impossibile l’installazione di nuovi impianti in un territorio densamente urbanizzato come quello melitese. Da allora il quadro normativo e tecnologico è profondamente cambiato: l’evoluzione delle reti di telecomunicazione ha infatti consentito la realizzazione di antenne sempre meno impattanti e con standard tecnologici più avanzati rispetto al passato.
Una questione che torna periodicamente al centro del dibattito pubblico e che, anche a Melito, riaccende il confronto tra esigenze tecnologiche, sviluppo delle reti di comunicazione e richieste di maggiori garanzie da parte dei cittadini.












