Anni di promesse elettorali e progetti faraonici lasciano il posto alla realtà: avviata la gara per la rimozione, il trasporto e il conferimento dei rifiuti abbandonati nell’area di via Madrid 

Serviranno oltre 145mila euro (117.628,11, oltre I.v.a, per complessivi euro 145.565,76) per ripulire tutti i rifiuti che si sono accumulati negli anni nella struttura che avrebbe dovuto ospitare la piscina comunale di Melito. Questa la stima preliminare dei costi per l’attività di rimozione effettuata dai tecnici chiamati a verificare lo stato del rudere di via Madrid. 

La gara, che ha ad oggetto la rimozione, il trasporto e il conferimento ai centri di recupero/smaltimento finale autorizzati, dei rifiuti abbandonati da ignoti (previa classificazione e caratterizzazione), con annessa pulizia dell’area originariamente destinata a piscina, sarà affidata con il criterio del minor prezzo.

Nell’area dismessa ed in totale abbandono, restano in piedi solo le mura e poco più, in una struttura costruita nel contesto del post terremoto e mai entrata in funzione. L’ennesima opera incompiuta in un territorio senza servizi. All’interno del perimetro – emerge dai rilievi – giacciono “consistenti quantitativi di rifiuti” qualificati come ‘rifiuti urbani’ da rimuovere poiché considerati un pericolo per la salute pubblica e per l’ambiente. “Tra gli stessi – si legge nella determinazione a contrarre pubblicata dal Comune di Melito – sono presenti determinate tipologie di materiali, che, in base alla loro presumibile origine, sarebbero rifiuti speciali”, pur non essendo pericolosi, escludendo quindi eventuali operazioni di bonifica per la composizione del materiale rinvenuto sia nel piazzale che all’interno della struttura.

Anni di promesse elettorali e progetti faraonici hanno lasciato il posto alla realtà dei fatti. L’incuria e l’abbandono presentano ora il conto – salato – del lavoro non svolto nel corso di oltre tre decenni.

Al Commissario Straordinario Francesco Antonio Cappetta il merito di aver dato il via a tutti i passaggi per far luce sulla questione e per tentare il recupero dell’area. Nel novembre scorso, un sopralluogo congiunto dei settori lavori pubblici e verde aveva messo in luce lo stato di completo abbandono della struttura di via Madrid, descritta come “vandalizzata e inagibile”. Questa condizione rese impossibile la valutazione dei costi necessari per il ripristino e la messa in funzione dell’impianto pubblico ma non ha fermato l’iter che ora si trova in un nuovo stadio di avanzamento. 

Nicola Marrone

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