Segnalazioni da residenti e commercianti della “traversa Marrone”. Rifiuti nelle aiuole, pensilina dell’autobus inutilizzabile e veicoli fermi da tempo: si chiede un intervento di Comune e Polizia Locale
MELITO – Un quadro di diffuso degrado urbano a due passi dal centro cittadino e da uno dei presidi più frequentati della città. È la denuncia che arriva da residenti e commercianti di via Don Raffaele Abete — nota a molti come la cosiddetta “traversa Marrone” —, strada strategica situata a pochissimi metri dalla Posta Centrale di Melito. Nonostante la centralità della zona, l’arteria versa da tempo in uno stato di abbandono che sta esasperando chi vi abita e chi vi lavora, trasformandosi in una vera e propria spina nel fianco per il decoro dell’area.
Rifiuti nelle aiuole, panchine inutilizzabili e pensilina fantasma
Le segnalazioni raccolte sul posto dai cittadini mostrano una situazione di incuria stratificata. Tra le criticità maggiori spicca il totale deperimento degli arredi urbani: le panchine – inutilizzate e nascoste – e le relative aiuole, anziché fungere da spazi di sosta e decoro, sono ormai inutilizzate e si sono trasformate nel tempo in un permanente ricettacolo di rifiuti mai rimossi.
A completare lo scenario di degrado c’è una pensilina della fermata dell’autobus, in una zona non interessata da trasporto pubblico su gomma, anch’essa lasciata in stato di abbandono e pericolante.
L’incubo dei veicoli abbandonati e l’appello all’Amministrazione
Oltre al degrado ambientale, a preoccupare i residenti è la presenza costante di diverse automobili abbandonate lungo la carreggiata, veicoli spesso sprovvisti di copertura assicurativa o vandalizzati che sottraggono stalli di sosta e aumentano il senso di insicurezza percepito.
I cittadini della zona, sentendosi abbandonati dalle istituzioni, chiedono a gran voce un intervento risolutivo e tempestivo da parte dell’Amministrazione comunale di Melito e del Comando di Polizia Locale. Le richieste prioritarie riguardano un piano d’azione per la rimozione forzata dei veicoli abbandonati, una bonifica straordinaria dell’area e la riqualificazione (o riposizionamento) degli arredi urbani oggi del tutto inutilizzati.












