Secondo appuntamento dei progetti metropolitani con la partecipazione di Radio Siani e del giornalista Giovanni Taranto nel ricordo del cronista ucciso dalla camorra


 

Una mattinata d’impegno civile e memoria viva quella che si è svolta all’interno dell’Istituto Comprensivo Statale “Tenente L. Mauriello” di Melito. La scuola ha ospitato il secondo incontro del ciclo promosso nell’ambito dei progetti “Voci di legalità” e “Un libro in biblioteca”, inseriti nel Cartellone degli eventi metropolitani 2025-2026.

L’iniziativa, dal titolo emblematico “Giancarlo Siani. Una storia che continua”, ha visto al centro del dibattito la figura del giovane cronista del Mattino ucciso dalla camorra. Davanti a una platea attenta e partecipa di alunni, gli ospiti hanno affrontato i temi del contrasto alla criminalità organizzata, del riutilizzo sociale dei beni confiscati e del valore del giornalismo d’inchiesta.

Testimonianze sul campo: il coraggio di Siani e il richiamo a Peppino Impastato
A stimolare la curiosità dei ragazzi, che hanno preparato domande stringenti e riflessioni sulla storia del territorio, sono stati relatori da sempre in prima linea sul fronte della memoria. Giuseppe Scognamiglio, direttore di Radio Siani e rappresentante della Cooperativa Sociale intitolata al giornalista, ha tracciato un parallelismo tra Siani e la figura di Peppino Impastato, richiamando l’eredità culturale raccontata nella celebre pellicola I cento passi.

Il giornalista Giovanni Taranto, amico personale di Giancarlo Siani, ha invece posto l’accento sul valore del giornalismo d’inchiesta e sulla forza delle scelte individuali, sottolineando come spesso sia il coraggio di pochi a tracciare la strada per molti. Durante il confronto, gli studenti hanno incalzato i relatori su interrogativi cruciali, chiedendosi fino a che punto si debba arrivare prima di dire stop alla violenza e quanti altri sacrifici umani occorrano per sradicare la presenza criminale dai territori.

L’intervento dei Servizi Sociali: «Il cambiamento parte dalle piccole scelte quotidiane»
Nel corso della mattinata è intervenuta anche la responsabile dei Servizi Sociali del Comune di Melito, Antonia Napolano, che ha rivolto un messaggio diretto ai giovanissimi presenti:

«Non bastano le grandi gesta, il cambiamento comincia da una parola, da una scelta, dalla capacità di dire ‘non sono d’accordo’, o semplicemente dal decidere di non voltarsi dall’altra parte», ha affermato la dirigente. «Come Servizi Sociali vogliamo essere anche questo: un punto di riferimento, un luogo al quale rivolgersi quando c’è un problema, una difficoltà o una situazione che non si sa come affrontare».

L’auspicio è che giornate di sensibilizzazione come questa possano moltiplicarsi nelle scuole del territorio, piantando nei giovanissimi studenti melitesi i semi della responsabilità e della cittadinanza attiva.

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