Estate rovente nell’istituto comprensivo Mauriello-De Curtis di Melito. Dopo la petizione sottoscritta da circa 300 famiglie, la richiesta dell’intero Consiglio comunale di attivare la procedura per la dichiarazione di incompatibilità ambientale della dirigente scolastica Giovanna De Vita e, nei giorni scorsi, la pubblicazione di un manifesto con cui una parte del personale scolastico ha espresso pieno sostegno alla dirigente, arriva ora una formale presa di distanza da parte di alcuni docenti.

Sono 14 insegnanti dell’Istituto Comprensivo ad aver sottoscritto una diffida indirizzata al professor Claudio Pianese, indicato nel documento come promotore del manifesto, chiedendo di conoscere con precisione chi abbia effettivamente aderito alla pubblicazione e di poter visionare le firme raccolte. La comunicazione è stata trasmessa anche alla stessa dirigente scolastica.

“Non abbiamo sottoscritto il manifesto”

La questione nasce proprio dal titolo e dalla formulazione del documento pubblicato nei giorni scorsi, denominato “Manifesto dei docenti dell’I.C. Mauriello-De Curtis”, nel quale veniva espressa una posizione di sostegno alla dirigente e venivano respinte quelle che i firmatari definivano iniziative e narrazioni ostili nei suoi confronti. Nel manifesto si affermava, tra l’altro, che la scuola fosse una comunità e che docenti e personale ATA fossero uniti nel difendere il lavoro della dirigente, concludendo con la frase “La scuola non è un bersaglio. La scuola è un bene comune. E noi, oggi, lo difendiamo insieme”.

È proprio su questo punto che intervengono i 14 docenti. Nel documento di diffida dichiarano infatti di non aver aderito né sottoscritto il manifesto e contestano la possibilità che una posizione espressa da una parte del personale possa essere percepita come quella dell’intera componente docente dei plessi di scuola primaria e dell’infanzia.

La richiesta: nomi e firme

La diffida nasce, secondo quanto riportato nel documento, anche dal fatto che una precedente richiesta scritta finalizzata a conoscere i nominativi dei firmatari avrebbe ricevuto un diniego. I docenti sostengono di avere un interesse diretto a distinguere la propria posizione professionale da quella espressa nel manifesto, soprattutto perché la pubblicazione, utilizzando nel titolo il riferimento all’intero istituto, potrebbe generare – secondo i firmatari – “equivoco e sovrapposizione” tra le posizioni dei singoli aderenti e quella dell’intera componente docente.

Per questo, richiamando anche la normativa sull’accesso agli atti, hanno chiesto al promotore del manifesto di fornire l’elenco completo dei docenti che hanno effettivamente firmato il manifesto ed una copia del documento contenente le firme autografe raccolte.

Una vicenda che continua a dividere la comunità scolastica

La nuova iniziativa si inserisce dunque in un confronto che, nelle ultime settimane, ha assunto una dimensione sempre più ampia.

Da una parte ci sono circa 300 famiglie che hanno sottoscritto una petizione chiedendo l’intervento dell’Ufficio Scolastico Regionale e la valutazione della situazione della dirigente. La richiesta è stata poi sostenuta formalmente da tutti i consiglieri comunali di Melito, maggioranza e opposizione, che hanno inviato una comunicazione all’USR chiedendo l’attivazione della procedura prevista dall’articolo 468 del DPR 297/1994. Dall’altra, il manifesto pubblicato nei giorni scorsi aveva rappresentato una netta presa di posizione di una parte del personale scolastico a sostegno della dirigente, rivendicando il lavoro quotidiano svolto all’interno dell’istituto.

Ora arriva la presa di distanza di 14 docenti, che non contestano soltanto i contenuti del manifesto, ma chiedono soprattutto di chiarire chi lo abbia effettivamente sottoscritto, affinché una posizione individuale o di gruppo non venga attribuita indistintamente all’intera componente docente.

La vicenda, quindi, si arricchisce di un nuovo elemento e mostra una comunità scolastica tutt’altro che compatta. Una situazione di incertezza che, a poche settimane dall’inizio delle lezioni, rischia di ripercuotersi sulla serenità del nuovo anno scolastico.

 

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