Dopo tanti mesi non sono ancora chiare le dinamiche dell’incidente

 

Sono trascorsi diversi mesi dalla morte di Mariano Saggese, il 22enne che a bordo di uno scooter la notte tra il 23 ed il 24 luglio 2020, tornando a casa, a Melito, è stato travolto da ignoti e lasciato morire sull’asfalto del cavalcavia della rotonda di Arzano.

Le indagini al momento sono ferme e non ci sono risvolti, pertanto i familiari sono fortemente indignati.

Alla Radiazza, programma radiofonico condotto da Gianni Simioli, la cugina di Saggese ha affermato: “Secondo noi le indagini non sono state condotte adeguatamente, l’area non è stata nemmeno posta sotto sequestro. Noi, dopo tre giorni dall’incidente, trovammo un mazzo di chiavi di Mariano. Dopo tanti mesi è ancora non sono chiare le dinamiche della morte di mio cugino. Sappiamo che esiste un filmato in cui si vede un’auto che travolge lo scooter di Mariano, la targa però non è leggibile. Chiediamo che le indagini vengano approfondite e sia fatta giustizia. Mio cugino lascia una compagna e due figli di cui uno nato poco dopo la sua morte”.

Francesco Emilio Borrelli ha dichiarato: “Facciamo un appello alla magistratura e alle forze dell’ordine: fate il massimo sforzo per fare chiarezza su questa vicenda, la famiglia di Mariano, un giovane che ha perduto la vita, che non ha potuto nemmeno assistere alla nascita della sua seconda figlia, merita di conoscere la verità. Le storie delle persone come quella di Mariano, che era solo un “semplice” salumiere, vengono fatte cadere nel dimenticatoio. Noi non lo permetteremo.”

Melito. La famiglia di Mariano Saggese, ragazzo morto in un incidente, chiede giustizia

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