Mercoledì prossimo, data del consiglio comunale interamente incentrato sull’approvazione del bilancio, sarà un giorno importante non solo per l’immediato, ma soprattutto per il futuro della città. I ventiquattro consiglieri, orfani del primo cittadino Antonio Amente, deceduto lo scorso novembre, saranno chiamati ad approvare il bilancio previsionale del 2020, al termine dell’esercizio: rendendolo – di fatto – un voto sul bilancio consuntivo.

Intorno al voto di mercoledì prossimo è ripartito il dibattito politico in città. Da una parte i consiglieri di maggioranza rimasti fedeli al sindaco reggente Luciano Mottola spingono per l’approvazione del bilancio, insistendo sulla stabilizzazione degli Lsu che da tempo attendono la regolarizzazione della loro posizione. Dall’altro invece, l’opposizione prova a percorrere la strada della stabilizzazione dei lavoratori slegandola dall’approvazione del bilancio. L’ostruzionismo delle minoranze si baserebbe non solo su una sostanziale bocciatura della squadra di governo, ma sul parere dei revisori dei conti che hanno giudicato negativamente il bilancio presentato dalla giunta Amente.

Un sostanziale disastro quello che emerge tra le righe del parere degli esperti contabili. Il loro ruolo, lo ricordiamo, è di verificare l’equilibrio tra entrate ed uscite previste nel documento contabile dell’Ente. Gli esperti, da un’attenta lettura del bilancio, hanno ravvisato una previsione “ottimistica” delle entrate, sottolineando più volte la difficoltà di ottenere tutte le coperture dichiarate.

In gioco, dunque, non c’è solo il commissariamento dell’Ente, ma soprattutto la tenuta economico-finanziaria del comune di Melito, già in dissesto.

Le falle del bilancio di previsione 2020-2022

Nel dettaglio i professionisti hanno rilevato l’assenza di una vera analisi degli obiettivi e dei risultati in relazione al bilancio stabilmente riequilibrato, il documento programmatico, quindi, viene definito una “traslazione di dati contabili attinti dalla contabilità dell’Ente”. Secondo i revisori, i rapporti con Soges, concessionaria per la riscossione dei tributi, non sono improntati sulla tempestività e chiarezza alla base di una corretta predisposizione di previsione di entrate. Ed è proprio sulle entrate che si concentra l’attenzione dell’organo di revisione: “le entrate – si legge – non sono frutto di un’attenta analisi, ma da considerarsi quasi un auspicio piuttosto che una previsione“. Parole dure che giudicano le previsioni di entrata alla stregua di speranze per la copertura delle uscite, invece certe.
L’impostazione del bilancio – si legge nel parere dei revisori – è tale da non garantire con ragionevole certezza il rispetto degli equilibri”, e continua “particolari previsioni d’entrata appaiono molto ottimistiche e di non facile realizzazione in termini di cassa“.

Il rischio secondo i revisori è che l’Ente di via Salvatore di Giacomo possa ritrovarsi ancora in deficit e che le entrate sperate non riescano a coprire i costi di gestione. Uno scenario che, tra grassetti e sottolineature, sembra essere quasi una certezza per l’organo di revisione.

Un disastro quello paventato dai revisori che, dal documento programmatico, hanno appurato i mancati incassi di tributi dei mercati cittadini e proventi derivanti da servizi cimitariali, oltre all’assenza di un’analisi su riscossione dei tributi e delle aliquote.

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