Fine della fuga per Salvatore Chiariello

 

Dopo 5 mesi di fuga, in seguito alle decine di arresti avvenuti nel mese di giugno per estorsione, associazione a delinquere, Salvatore Chiariello, detto Boxer, si è costituito al carcere di Secondigliano.

L’indagine: estorsioni 2.0

L’indagine “Estorsioni 2.0” che ha scoperchiato il sitema del racket a Melito ha preso il via nel novembre del 2013. A scatenare l’effetto domino che ha portato all’arresto di 31 persone tra Melito e Mugnano, è stato un controllo del territorio posto in essere dai militari della tenenza di Melito il 15 novembre del 2013. Durante un consueto fermo stradale degli uomini dell’Arma, i carabinieri rinvennero all’interno di una Fiat Panda “atti e documenti vari tra i quali un’agenda su cui erano riportate varie annotazioni manoscritte relative a numerose denominazioni di attività commerciali, tutte con sede nella zona di Melito e comuni limitrofi”. Nel dettaglio, accanto ad ogni nome di attività commerciale era riportata la scritta “Ok”, “ripassare” oppure “negativo”.

Melito, estorsioni 2.0

Presumibilmente ogni dicitura era relativa allo stato dell’estorsione. A bordo dell’auto furono identificati Alessandro D’Andrea e Raffaele Aruta.

Il ritrovamento dell’agenda scaturì nell’avvio dell’attività d’indagine affidata alla Guardia di Finanza per la valutazione della documentazione acquisita ed eventuali riscontri. Le attività di tipo tecnico e di controllo del territorio consentivano da subito di cogliere il legame tra i due passeggeri della Fiat Panda con altri affiliati del clan Amato-Pagano, ma soprattutto con Antonio Papa.

I tabulati telefonici consentirono immediatamente di verificare tre chiamate di D’Andrea all’utenza di Antonio Papa. Le tre telefonate, effettuate a partire dalle 12.57 del 15 novembre 2013, coincidono con il momento esatto del controllo dei carabinieri. Immediatamente veniva registrata una conversazione tra D’Andrea e Papa. Nella conversazione si evinceva che l’ex presidente dell’Ascom trattava gli “affari’ di persona, all’interno della sede ASCOM. I finanzieri procedevano così ad attività di intercettazione di conversazioni e comunicazione tra presenti all’interno dei locali della confederazione dei commercianti. Dal monitoraggio delle conversazioni di Antonio Papa sono emersi contatti con diversi esponenti del clan, per lo più nel settore delle estorsioni, appurando il suo coinvolgimento nella gestione dei gadget natalizi.

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