Sospesi gli stipendi a due dipendenti del comune indagati

 

 

Lo scorso 8 giugno, la Guardia di Finanza e la Questura di Napoli hanno tratto in arresto 31 uomini e donne affiliati al clan Amato-Pagano. L’indagine, iniziata diversi anni fa, quando i militari dell’arma ritrovarono atti e documenti vari, tra cui un’agenda su cui vi erano varie annotazioni relative a numerose denominazioni di attività commerciali, tutte con sede nella zona di Melito e comuni limitrofi. A fianco di alcune di esse vi era la scritta “OK”, mentre a fianco di altre la dicitura “ripassare” e, per un numero inferiore, la parola “negativi”.

I reati a cui i 31 arrestati dovranno rispondere sono svariati, tra questi associazione per delinquere di stampo mafioso, estorsione, intestazione fittizia di beni, traffico di stupefacenti, aggravati dal metodo mafioso.
Nel corso delle indagini sono stati messi agli atti molti soprusi a carico dei commercianti, vittime di estorsioni, minacce e atti intimidatori, anche da parte dei colletti bianchi.
I commercianti, infatti, in 3 periodi dell’anno (Natale, Pasqua e Ferragosto) erano costretti a pagare una “rata” e a comprare dei “gadget” e, in alcuni casi, venivano anche costretti ad acquistarne più del dovuto.
Altri, invece, erano costretti a vendere merce scadente; nello specifico veniva imposta, ad esempio, per circa un anno da febbraio del 2014 al febbraio 2015 al titolare di una nota salumeria di Melito “l’acquisto della mozzarella da tale Totore; nonché compivano atti idonei diretti in modo non equivoco a farsi consegnare dalla vittima la somma di 500 euro ogni mese in luogo dell’acquisto della mozzarella da Totore” nonostante fosse di scarsa qualità. La vittima, in questo caso, ha però denunciato ribellandosi alle imposizioni del clan.
Non solo diversi commercianti cercavano di ribellarsi a questi soprusi ma anche i “comunisti” della giunta Carpentieri, che allora era alla guida della città, che, secondo quanto si legge, avrebbero interrotto il flusso di denaro e di tangenti che dal Comune si spostavano nelle casse dei clan su affari e appalti. Quella giunta venne sfiduciata sei mesi dopo l’intercettazione.

Stipendi sospesi a due dipendenti comunali indagati

Prontamente sono giunte il 18 giugno, solo 10 giorni dopo gli arresti, due determine volte a sospendere d’ufficio dal servizio, con privazione della retribuzione, ai sensi dell’articolo 61, comma 1 del C.C.N.L funzioni locali 21/05/2018. Nel documento, redatto dal Comune di Melito, si legge:«Il dipendente che sia colpito da misura restrittiva della libertà personale è sospeso d’ufficio dal servizio con privazione della retribuzione per la durata dello stato di detenzione o, comunque, dello stato restrittivo della libertà»; Richiamato altresì il comma 7del citato articolo 61, che dispone «Al dipendente sospeso, ai sensi del presente articolo, sono corrisposti un’indennità pari al 50% dello stipendio, nonché gli assegni del nucleo familiare e la retribuzione individuale di anzianità, ove spettanti»; dato attoche nella fattispecie in questione il provvedimento della sospensione dal servizio ha carattere obbligatorio e vincolante;

"Estorsioni 2.0" a Melito: sospesi gli stipendi a due dipendenti comunali indagati

DETERMINA
-Di sospendere d’ufficio dal servizio con privazione della retribuzione per la durata dello stato di detenzione o, comunque, dello stato restrittivo della libertà, il dipendente codice identificativo paghe 118, a decorrere dall’8 giugno 2021 per effetto di quanto riportato nell’Ordinanza di applicazione di misura coercitiva (artt. 272 e ss. c.p.p).- (321 e ss. c.p.p- 240 bis. c.p.) – n. 17059/2013 R.G.N.R. – n. 5005/2019 R.G. G.I.P emessa dal Giudice per le indagini
preliminari del Tribunale Ordinario di Napoli;
– Di corrispondere al dipendente , codice identificativo paghe 118, un’indennità pari al 50% dello stipendio, nonché gli assegni del nucleo familiare e la retribuzione individuale di anzianità, ove spettanti;
– Di dare atto che per effetto di quanto disposto dagli articoli 55-bis e ss. del Decreto Legislativo n.165/2001 l’ufficio per i procedimenti disciplinari dell’Ente provvederà ad adottare ogni più necessitato provvedimento in ordine allo sviluppo processuale connesso ai reati ascritti al dipendente codice identificativo paghe 118;
– Di dare atto che il presente provvedimento contiene dati sensibili ed è soggetto ai limiti stabiliti dal Codice in materia di protezione dei dati personali di cui al D.Lgs. 196/2003;
– Di procedere alla pubblicazione all’Albo pretorio informatico dell’Ente dello stralcio, inteso quale oggetto, della presente determinazione, con l’omissione del nome e cognome dell’interessato;
– Di accertare ai fini del controllo preventivo di regolarità amministrativa contabile di cui all’art. 147-bis comma 1 del D.Lgs. 267/2000, la regolarità tecnica del presente provvedimento in ordine alla regolarità, legittimità e correttezza dell’azione amministrativa;
– Di comunicare l’adozione del presente provvedimento al dipendente codice identificativo paghe 118;
– Di trasmettere copia della presente al Responsabile del Settore Finanziario per i provvedimenti di competenza;
– Di trasmettere copia del presente provvedimento al Commissario Straordinario e al Segretario Generale dell’Ente.
– In ordine all’adozione del presente atto il sottoscritto dichiara quanto segue:“di non trovarsi in una situazione di conflitto di interesse, anche potenziale, come disposto dall’art. 6, comma 3 e art. 7 del vigente Codice di Comportamento dei dipendenti del Comune di Melito di Napoli e di essere a conoscenza delle sanzioni penali in cui incorre nel caso di dichiarazione mendace o contenente dati non più rispondenti a verità, come previsto dall’art.
76 del D.P.R. n. 445/2000”.

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