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Melito, ennesimo consiglio beffa. E c’è chi urla alla Sordi “Tutti a casa!”

Questo pomeriggio alle ore 16:00 si sarebbe dovuto svolgere, in seconda convocazione, il Consiglio Comunale: all’ordine del giorno la sfiducia al Presidente Nunzio Marrone, ai sensi dell’ art. 6, comma 2 del regolamento del consiglio comunale e dell’art. 23, comma 6 dello statuto comunale.

Nonostante l’invio delle convocazioni e la pubblicazione del relativo manifesto, questa seconda chiamata ha avuto le stesse sorti della prima: non si è celebrata per mancanza del numero legale.

Lo scenario che si è posto dinanzi agli occhi dei consiglieri, puntualmente intervenuti, e dei cittadini, giunti nella sala di via di Giacomo per assistere alla seduta, è stato del tutto singolare. Infatti la sala era allestita a palcoscenico teatrale ed addirittura in alto campeggiava la scritta “Tiemp bell e na’ vota!”. Non si è trattato di uno scherzo, ma il caso ha voluto che nell’aula consiliare fosse in programma, di lì a poco, una rappresentazione teatrale.
 
Puntuali le critiche della minoranza.
Secondo il consigliere Rinaldi “l’Amministrazione manca di pudore e pecca di negligenza”.
Anche Agostino Pentoriero, altro rappresentante dell’opposizione, ci è andato giù pesantemente, dichiarando: “provo un disgusto totale per l’atteggiamento di questa Amministrazione che mortifica ancora una volta le istituzioni delegittimando in barba ad ogni legge l’organo principe della Comunità. Sarò sempre contro questa maggioranza che non mi appartiene per modi e visione di orizzonti.”
 
Venanzio Carpentieri, capogruppo del Pd in consiglio, è intervenuto sulla questione, affermando:
“L’allestimento scenico che ci ha accolti al nostro arrivo in aula è la perfetta metafora di questa strampalata maggioranza di irresponsabili e inadeguati e di un’amministrazione che ha decisamente perso il senso del ridicolo.
Un vero e proprio teatro dell’assurdo!
Le ironie si potrebbero sprecare al cospetto di tale squallida situazione: se proprio dovessi condensare in poche battute l’attuale stato di cose, mi perdonerà Pirandello se evocherò i famosi “personaggi in cerca d’autore”.
Purtroppo per Melito e i melitesi, però, lo spettacolo messo in scena dalla maggioranza e dall’amministrazione ha superato i confini del dramma per assumere ormai i caratteri della peggiore farsa.
Di fronte a tutto ciò, di fronte alla continua mortificazione della politica seria e della sana amministrazione, non resta che alzarsi indignati e gridare a gran voce ai guitti in scena: giù il sipario!”
 
I fatti di questa mattina hanno rappresentato l’occasione per la consigliera Emilia Cerrone per ufficializzare il suo passaggio all’opposizione. La stessa, attraverso un post sui social, ha, infatti, dichiarato: “Sembra una barzelletta, ma purtroppo è realtà. Per la seconda volta la maggioranza non si è presentata in aula per discutere di un punto proposto da loro stessi: la mozione di sfiducia in sfavore del presidente del consiglio, Nunzio Marrone. Sono basita dalla poca serietà e del senso di irresponsabilità che da troppo tempo caratterizza l’operato dell’amministrazione, motivo per cui aderisco e ufficializzo il mio passaggio tra i banchi dell’ opposizione, con la speranza di poter restituire quanto prima possibile decoro e decenza al territorio cui sono legata.”
 
Il Sindaco non ha tardato a fornire risposte ai tanti cittadini che lo hanno interpellato con queste parole:
“Spiegare il perché della nostra assenza in consiglio comunale è la migliore risposta alla commedia social dei detrattori da tastiera.
Mi scuso con la città per il mancato svolgimento del consiglio comunale a cui abbiamo deciso di non partecipare soltanto per motivi tecnici.
L’approvazione della delibera di dissesto finanziario, avvenuta il 14 gennaio, ha avviato un iter amministrativo consequenziale.
L’articolo 251 comma 1 del Tuel, prevede infatti che  “nella prima riunione successiva alla dichiarazione di dissesto e comunque entro trenta giorni dalla data di esecutività della delibera, il consiglio dell’ente, o il commissario nominato ai sensi dell’articolo 247, comma 3, è tenuto a deliberare per le imposte e tasse locali di spettanza dell’ente dissestato, diverse dalla tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, le aliquote e le tariffe di base nella misura massima consentita, nonché i limiti reddituali, agli effetti dell’applicazione dell’imposta comunale per l’esercizio di imprese, arti e professioni, che determinano gli importi massimi del tributo dovuto.
Pertanto l’eventuale svolgimento del consiglio giovedì, o anche quest’oggi, avrebbe potuto causare, in caso di impugnamento della delibera di variazione delle aliquote, disagi alla cittadinanza.
Nonostante il Consiglio per la sfiducia al presidente fosse stato convocato in precedenza, dopo aver contattato più volte gli uffici della Prefettura e del Ministero degli Interni, abbiamo ritenuto opportuno procedere ad una nuova convocazione dell’Assise. Nei prossimi giorni infatti sarà convocato il consiglio comunale con all’ordine del giorno la variazione delle aliquote e la mozione di sfiducia del presidente dell’Assise. Pertanto chi di dovere ha autorizzato già giovedì l’allestimento nella sala consiliare della scenografia per lo svolgimento di una commedia teatrale a cui assisteranno gratuitamente questa sera diversamente abili e meno abbienti. Alla luce di tutto ciò, quanto letto sui social e su qualche organo di stampa in questi giorni, è semplice demagogia da falliti della politica, mossa da personaggi infimi che rappresentano elettoralmente parlando forse neanche se stessi”
“La maggioranza – ci tiene a precisare il primo cittadino – è più compatta che mai e qualora ve ne fosse la necessità lo dimostreremo nella prossima seduta che porterà alla sfiducia del presidente del Consiglio, firmata da ben 14 consiglieri di maggioranza. A distanza di due settimane ancora mi chiedo come abbia fatto un presidente del consiglio comunale ad essere ‘sfiduciato’ da 14 colleghi della sua stessa maggioranza. È paradossale che, stando a quanto raccontatomi, quest’oggi il presidente del Consiglio veniva fiancheggiato in aula dalle stesse persone che appena qualche settimana fa presentavano un esposto in Prefettura per segnalare le deficienze e l’incapacità nello svolgere le funzioni di leader del Consesso”, ha concluso in sindaco Amente.
 
Teresa Barbato
 

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