Tubi in plastica, secchi di vernice, pneumatici e materiale edile ammassati in un’area recintata di pertinenza della Città Metropolitana. L’allarme dei cittadini per lo scempio ambientale
Una vera e propria discarica a cielo aperto nascosta all’ombra delle infrastrutture viarie. Succede a Melito, proprio sotto il cavalcavia dell’Asse Mediano, nelle immediate adiacenze del cimitero cittadino. Un’area degradata dove, lontano da sguardi indiscreti, continua l’accumulo incontrollato di ogni genere di rifiuto, speciale e pericoloso. L’inquinamento visivo e ambientale è evidente già dall’esterno. Sotto le colossali campate in cemento armato giacciono cumuli di materiale di risulta, pneumatici abbandonati, arredi dismessi, vecchi sanitari e persino quintali di scarti di cantiere stipati in grosse buste di plastica.
Rifiuti speciali e vernici dietro la sbarra
A destare maggiore preoccupazione è la situazione che si presenta nelle porzioni interne e recintate della struttura. Un’area la cui strada d’accesso risulta preclusa al traffico ordinario e delimitata da una sbarra chiusa con tanto di catenaccio, essendo di pertinenza della Città Metropolitana di Napoli.
Proprio oltre quella barriera si scorge il cuore dello sversamento illecito: una distesa di decine di secchi di pittura e vernice, materiali plastici, tubazioni e grossi sacchi abbandonati direttamente sul terreno. Una bomba ecologica a tutti gli effetti che rischia di contaminare il suolo circostante.
Il rischio di ulteriori accumuli nell’area preclusa
La conformazione del luogo e la presenza di ampi spazi coperti non visibili direttamente dalla carreggiata principale lasciano presumere che gli sversamenti illegali interessino anche altre sezioni interne dell’infrastruttura. In lontananza, sotto le campate più interne, è evidente la presenza di altri accumuli. L’ennesimo episodio di inciviltà e sversamento abusivo che colpisce la periferia melitese, su cui si attende ora un tempestivo intervento di bonifica e messa in sicurezza da parte degli enti proprietari dell’area per risalire ai responsabili dello scempio. Una bonifica che richiederà la collaborazione tra enti.












