“Non potevamo lasciare la gestione del comune nelle mani di amministratori che si sono contraddistinti per atti di assai dubbia legittimità, assenza di trasparenza e per sperpero di denaro pubblico”

 

Quest’oggi, in tredici, abbiamo rassegnato le nostre dimissioni dalla carica di consiglieri comunali, al fine di chiudere l’esperienza dell’attuale Amministrazione.

Già in passato, in tempi e con modalità diverse in ragione dei nostri rispettivi percorsi politici, avevamo a più riprese manifestato severe critiche nei confronti dell’operato del governo cittadino. Evidenti erano i segni di crisi già dallo scorso autunno, aggravatisi dopo la scomparsa del sindaco Amente. Dopo quel tragico evento, i vertici della giunta e parte di quella che era stata la compagine vittoriosa nel 2017 hanno di fatto dato vita ad una nuova “non- maggioranza”, figlia di mere operazioni trasformistiche, senza mai curarsi di dare dignità politica ad estemporanei “salti della quaglia”. Uno strano connubio che in poco tempo si è segnalato per atti di assai dubbia legittimità, per assenza di trasparenza, per sperpero di denaro pubblico e per un’irresistibile tendenza alla propaganda e all’autocelebrazione.

Specie nell’attuale momento storico, non potevamo lasciare la gestione del comune nelle mani di amministratori preoccupati più di spianare a se stessi la strada per le future elezioni che di guidare con serietà e senso della misura un ente complesso come il nostro.

Ora si volti pagina e, restituita la parola agli elettori, si scelga un gruppo dirigente all’altezza delle sfide che attendono il comune di Melito.

I consiglieri Venanzio Carpentieri, Agostino Pentoriero, Angela Guarino, Renato Rinaldi, Stefano Pellecchia, Nunzio Marrone, Alessandro Simeone, Vincenzo Costa, Antonio Ciampa, Antonio Cuozzo, Patrizia Di Munno, Vincenzo Bortone, Francesco Amente

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