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MELITO: L’ULTIMO CONSIGLIO COMUNALE E’ VALIDO?

Il consigliere di opposizione Mottola: “Hanno agito contro la legge. Forzatura del sindaco Carpentieri con l’appoggio della segretaria generale”

La “diatriba” è sul calcolo del numero legale per la validità dell’ultima seduta consiliare.

Occorrono tredici i consiglieri comunali presenti per dichiarare valide le sedute del consesso civico, e questi erano i presenti ­ più il sindaco ­ che hanno preso posto tra i banchi della sala consiliare, tra questi Corrado Corrado, subentrante in quota Pd dopo l’ingresso in giunta di Alfredo Mariani. Ed è proprio questo dettaglio che divide maggioranza e opposizione: Corrado Corrado, aspettava la convalida come consigliere comunale e la discussione di eventuali condizioni di incompatibilità ed ineleggibilità, è stato normalmente conteggiato nell’appello, risultando poi determinante per il proseguimento della stessa assemblea. Secondo quanto contestano le forze di opposizione, il procedimento adottato è in contraddizione col quarto comma dell’articolo 38 del Tuel: l’articolo che regolamenta il funzionamento del consiglio comunale recita “I consiglieri entrano in carica all’atto della proclamazione ovvero, in caso di surrogazione, non appena adottata dal consiglio la relativa deliberazione”, una deliberazione che, secondo chi contesta, sarebbe avvenuta solo dopo l’approvazione ­ nella seduta di questo pomeriggio ­ del secondo punto all’ordine del giorno.

Il consigliere di opposizione, Luciano Mottola, spettatore di quanto avveniva dall’esterno dell’aula consiliare, ha dichiarato: “Quanto accaduto è l’ennesima dimostrazione di un’Amministrazione che non ha numeri per governare e che si trova costretta ad usare delle scappatoie per presentarsi in consiglio comunale. Quella di oggi è l’ennesima dimostrazione delle forzature adottate dal sindaco Carpentieri, dal presidente del consiglio D’Angelo e dalla segretaria generale che, con negligenza, ha permesso lo svolgimento di un consiglio comunale nonostante l’assenza del numero legale. Ci troviamo al paradosso di un cittadino, perché Corrado Corrado prima della convalida era un cittadino, che si trova ad approvare verbali di un consiglio comunale. A permettere ciò ­ ha continuato ­ è stato il sindaco che ha invitato Corrado, seduto in platea, a raggiungere i banchi. Vorremmo fare politica e parlare delle condizioni agghiaccianti in cui versa la città, ma ci troviamo nuovamente costretti a portare la discussione nelle aule del tribunale e di fronte al Prefetto di Napoli”.

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