Avviata la valutazione dei costi di ripristino, struttura “vandalizzata e inagibile”. Necessarie verifiche approfondite

La piscina comunale di via Madrid continua a rappresentare un triste emblema della trascuratezza e dell’abbandono amministrativo. Questa struttura, che dovrebbe essere un fiore all’occhiello della città, è invece un segno evidente della mancanza di volontà politica nel garantire servizi adeguati alla comunità. Da decenni, la piscina, originariamente prevista nei piani urbanistici delle case popolari secondo la legge 219/81, è rimasta inutilizzata, relegata allo stato di spettatrice passiva del degrado urbano e sociale circostante.

Nonostante le promesse elettorali e i progetti ambiziosi presentati dalle varie amministrazioni nel corso degli anni, nessuna azione concreta è stata intrapresa per riportare in vita questo importante spazio pubblico. La piscina è diventata un luogo di degrado, trasformandosi dapprima in un arena per combattimenti di cani, poi in un rifugio per tossicodipendenti e infine in un deposito di rifiuti.

La ‘nuova vita’ della piscina comunale

Recentemente, il Commissario Straordinario Prefettizio Francesco Antonio Cappetta ha preso l’iniziativa di affrontare la questione. Nel novembre scorso, un sopralluogo congiunto dei settori lavori pubblici e verde ha messo in luce lo stato di completo abbandono della struttura di via Madrid, descritta come “vandalizzata e inagibile”. Questa condizione ha reso impossibile la valutazione dei costi necessari per il ripristino e la messa in funzione dell’impianto pubblico ma non ha fermato l’iter intrapreso dal Commissario Cappetta.

 Il settore lavori pubblici ha infatti recentemente approvato l’indizione di una richiesta di offerta (RDO) sulla piattaforma MEPA. Tale richiesta mira a ottenere preventivi per i servizi di ingegneria necessari per valutare la struttura e la sua vulnerabilità sismica. Si tratta di un passo importante verso il recupero di questo spazio pubblico fondamentale per la comunità.

È ora più che mai necessario che le parole vengano seguite da azioni concrete. Riportare in vita la piscina comunale di via Madrid non è solo una questione di recupero di uno spazio fisico, ma anche di ripristino della fiducia nella capacità delle istituzioni di agire nell’interesse dei cittadini. Speriamo che questo primo passo sia il preludio a un processo di rigenerazione più ampio, che restituisca alla città un luogo di aggregazione e svago tanto atteso.

S.R.

 

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