I consiglieri di opposizione propongono dirette, pubblicazione delle sedute e badge di tracciamento: “Le Commissioni sono il cuore del lavoro istituzionale, devono essere accessibili”

 

I consiglieri di opposizione Paolo Chiantese (Fratelli d’Italia) e Filomena Verde (Più Melito) hanno presentato una proposta che punta a introdurre un nuovo livello di trasparenza nella vita istituzionale del Comune di Melito. La richiesta riguarda la trasmissione in diretta streaming e la pubblicazione delle sedute delle Commissioni consiliari permanenti, organi nei quali si svolge una parte decisiva del lavoro politico-amministrativo, con l’esame preliminare di atti, progetti e questioni che poi approdano in Consiglio comunale. Chiantese e Verde spiegano che l’obiettivo è “portare i cittadini dentro la vita istituzionale del Comune”, rendendo accessibile ciò che accade nelle Commissioni, dove spesso si sviluppano i passaggi più tecnici e rilevanti dell’attività amministrativa.

“Crediamo che anche questo lavoro debba essere accessibile, trasparente e conoscibile dalla cittadinanza”, affermano, sottolineando che non si tratta di una proposta simbolica, ma di un tema che intendono continuare a porre con forza all’attenzione dell’Amministrazione. I due consiglieri annunciano inoltre un’ulteriore iniziativa: proporranno che ogni consigliere comunale sia dotato di un badge di registrazione per segnare ingressi e uscite dalle Commissioni, così da rendere tracciabile la partecipazione ai lavori e rafforzare il principio di responsabilità istituzionale. Nella loro nota, Chiantese e Verde rivolgono anche un auspicio alla sindaca Dominique Pellecchia e all’assessora Anna Puzone, ricordando che nella precedente amministrazione, quando sedevano tra i banchi dell’opposizione, avevano sostenuto con convinzione l’importanza della trasmissione in streaming delle sedute del Consiglio comunale. “Ci auguriamo che oggi, nel loro ruolo di governo della città, possano valutare con la stessa attenzione anche la nostra proposta relativa alle Commissioni consiliari”, scrivono. La conclusione è un richiamo al valore universale della trasparenza: “La trasparenza delle istituzioni non dovrebbe appartenere a una maggioranza o a un’opposizione. È un principio che riguarda tutti i cittadini”.

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