Dalla riqualificazione degli assi principali alla valorizzazione dei mercati: il futuro passa da interventi coordinati e da un piano del commercio capace di dare identità e attrattività ai luoghi della città.
Tra i temi che il prossimo sindaco e la futura amministrazione non potranno permettersi di trascurare, c’è senza dubbio quello del commercio. Un settore che, a Melito, attraversa una fase di evidente difficoltà e che, più di altri, riflette in maniera diretta tutte le criticità del territorio.
Sicurezza, microcriminalità, traffico disordinato, scarsa vivibilità degli spazi urbani, assenza di un reale piano sosta: sono tutti elementi che incidono quotidianamente sulla vita commerciale della città. A questi si aggiunge un’assenza ormai cronica di programmazione. Non esiste, ad oggi, un vero piano del commercio capace di organizzare e valorizzare le diverse aree cittadine, di definire una vocazione per le principali arterie, di creare un sistema armonico e riconoscibile.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: pochi melitesi (e pochissimi non melitesi) comprano a Melito. Non frequentano la città per lo shopping, non la vivono come luogo di passeggio o di aggregazione. Si spostano altrove, verso contesti più ordinati, più sicuri, più attrattivi. E questo non è solo un problema economico, ma anche sociale e identitario che, se non governato, non potrà che peggiorare.
Passeggiare a Melito, oggi, non è semplice né piacevole. Via Roma, un tempo punto di riferimento, appare spenta soprattutto nelle ore serali e disordinata durante la giornata, così come Corso Europa. Manca un’offerta strutturata, manca artigianato, manca una visione capace di attrarre attività di qualità, franchising, proposte nel settore food. Tutto appare frammentato, disordinato, privo di una direzione. Eppure le potenzialità esistono. Un progetto integrato che metta in relazione Corso Europa, via Roma e il centro storico, piazza Santo Stefano e i “luoghi della città” potrebbe rappresentare un primo passo concreto. L’introduzione di isole pedonali, una nuova illuminazione, iniziative culturali e commerciali coordinate potrebbero restituire vitalità a zone oggi sottoutilizzate.
Allo stesso modo, è necessario intervenire sul mercato settimanale di via Berlino e sul mercato ortofrutticolo, che attendono da tempo una riorganizzazione e un rilancio. I lavori in corso rappresentano un segnale, ma dovranno inserirsi all’interno di una visione più ampia, capace di integrare questi spazi in un circuito economico cittadino coerente e funzionale.
Il punto, ancora una volta, è la visione. Senza una strategia chiara, ogni intervento rischia di restare isolato. Per questo, in vista delle elezioni, è lecito aspettarsi qualcosa di più delle dichiarazioni di principio. I cittadini e gli operatori economici hanno bisogno di sapere, concretamente, quali misure si intendono adottare per invertire la rotta, per attirare investimenti, per ravvivare la città e renderla attrattiva per commercianti e avventori.
Come si vuole rendere Melito nuovamente attrattiva? Come si intende riportare i cittadini a vivere e a consumare in città?
Quali strumenti, quali investimenti, quali scelte? Sono domande semplici, ma decisive. Perché senza commercio non c’è economia locale. E senza economia, non c’è futuro per la città.












