Mottola attacca, Carpentieri risponde per le rime

Il clima elettorale a Melito si fa sempre più caldo: con soli 302 voti di differenza, che equivale a circa l’1%, il 17 e il 18 ottobre si ritornerà di nuovo alle urne.

Con la “fuoriuscita” dai giochi di Nunzio Marrone, che ha avuto il favore di poco più del 26% dei votanti, il gioco tra i due candidati a sindaco, Dominique Pellecchia e Luciano Mottola, si fa sempre più duro, così come le parole, sempre più aspre, che circolano sui social.

Proprio nella giornata odierna, in un lungo post, il candidato Luciano Mottola ha attaccato duramente il centrosinistra, prendendo di mira l’ex sindaco di Melito, Venanzio Carpentieri, che “si farebbe chiamare Pellecchia” perché, secondo lui, sarebbe questi a manovrare l’intera giostra della coalizione di Pellecchia.

Questo il post di Luciano Mottola sul social:

Noi non ci abbiamo mai creduto alla truffa elettorale del centrosinistra e lo abbiamo sempre detto, in tutte le salse. Dietro ad un vuoto nuovismo sbandierato si nasconde, e nemmeno troppo, una restaurazione jurassica. Al primo turno era complicato per i cittadini capirlo, nonostante abbiamo cercato di spiegarlo a più riprese. Adesso, col ballottaggio, sono stati costretti a togliersi la maschera. In che modo? Le trattative elettorali le sta portando avanti per conto di Pellecchia niente poco di meno che l’ex sindaco Venanzio Carpentieri.

Questo è il nuovo che propone il Pd. E con lui la nostra città non sarebbe né nuova e nemmeno migliore. Semplicemente saremmo costretti a rivivere un passato di cui ne facciamo tutti volentieri a meno.

Ecco perché la scelta tra noi e loro è qualcosa di più di una partita elettorale; non è una questione ideologica, non è una questione politica, non è una questione tra destra, centro, sinistra; è semplicemente una scelta tra chi vuole una #MelitoMigliore e chi, al contrario, preferisce la restaurazione del vecchio apparato di potere affidando il Municipio nelle mani di un #burattino mentre chi comanda veramente si cela dietro le quinte. Solo che adesso, costretti ad un improbabile recupero elettorale, sono stati costretti ad anticipare i tempi ed a metterci la faccia. Svelando prima del voto la truffa clamorosa e la vera natura di quel progetto di potere.

Adesso non possono più mentire. In pubblico Pellecchia&Carpentieri evitano di farsi vedere l’uno accanto all’altro. Mentre, ripeto, le trattative elettorali per il ballottaggio, con molti soggetti del territorio, le sta portando avanti proprio Carpentieri. Come se il candidato a sindaco fosse lui. In pubblico si muovono in un modo e lontani dagli occhi della gente fanno altro. Insomma, ciò che abbiamo sempre detto. Il centrosinistra rappresenta per Melito una truffa elettorale! Ti fidi ancora di loro?”.

Melito. Si fa subito incandescente il clima elettorale per il ballottaggio

Melito. Si fa subito incandescente il clima elettorale per il ballottaggio

 

Pronta la risposta dell’ex sindaco Carpentieri, attualmente strenuo sostenitore della candidata Pellecchia.

“Caro Luciano Mottola , mi segnalano un tuo post in cui, sperando di guadagnare consensi che non hai e non avrai, utilizzi la mia immagine e il mio nome per sminuire il valore – già emerso inconfutabilmente al primo turno – della candidatura di Dominique Pellecchia .

Starei per dire che avresti potuto fare di meglio, ma poi ci penso e dico che no, non ne saresti stato capace.

Ho fatto e continuerò a fare campagna elettorale alla luce del sole, da semplice militante e dirigente del Partito Democratico e da sostenitore della coalizione di centrosinistra, condividendo e mettendo in atto le iniziative e le strategie che la nostra candidata a sindaco, nella sua autonomia, ha elaborato.

Non ho bisogno di nascondermi, io. Non ricopro e non aspiro a ricoprire ruoli o incarichi né ad orientare le scelte altrui, sempre libere e genuine.

E se proprio volessi mettermi in mostra, mi basterebbe ricordarti un po’ di cose, visto che la memoria ti difetta.

Sono quello che – per bocca degli stessi indiziati di appartenere alla camorra locale – ha governato Melito impedendo alla criminalità organizzata di fare affari al comune. Di contro, in alcune connesse intercettazioni il quadro che viene fuori per te e per la tua coalizione è a dir poco raccapricciante.

Sono quello che, da consigliere di opposizione, ti ha portato per mano a palazzo Santa Lucia a recuperare per la seconda volta il finanziamento per la piscina comunale, già perso dalla tua parte politica. Finanziamento che tu, da assessore allo sport, hai nuovamente gettato al vento, preferendo fantasticare dello stadio del Napoli a Melito.

Sono quello che, da sindaco, ha preferito farsi mandare a casa piuttosto che piegarsi alle mire di rapaci politici-imprenditori che oggi, dopo aver attraversato tutto l’arco costituzionale dei partiti, ti sostengono per restare aggrappati al potere con le unghie e con i denti.

Sono quello che nel 2013, con un megafono in mano, nella piazza principale del paese, definisti “candidato di cartone”.

Tre giorni dopo perdesti sonoramente le elezioni.

E le perderai anche stavolta, ancor più sonoramente.

Perciò, Luciano, non sono per niente infastidito dal post che hai scritto.

Anzi, ti ringrazio dal profondo del mio cuore per averlo fatto e per avermi dato la possibilità di evidenziare ancora una volta quale politico sono io e quale sei tu.”

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