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Melito. Autobus, chi li vede più? Il disagio continuo di chi usa i mezzi pubblici

Sempre più disorganizzata è la condizione dei trasporti pubblici a Melito. I nostri cittadini vivono questo assiduo disagio da anni, e la situazione è davvero intollerabile.

Molteplici erano gli autobus, che univano la nostra provincia con la città di Napoli, che sono stati poi successivamente aboliti.
Al contrario, le linee che sono tuttora in funzione hanno un numero limitato di autobus e inoltre prevedono tempi di attesa lunghissimi, mettendo così in grave criticità una grande quantità di persone che ogni giorno devono recarsi in luoghi di lavoro e studio.

Qualcuno sa il perché? I nostri amministratori cosa fanno?

“Si può aspettare ore senza vedere l’ombra di un autobus”, queste sono le parole di Giuseppe, che ogni mattina si reca alla fermata per poter raggiungere il posto di lavoro, poi aggiunge “Si viaggia in condizioni disumane su autobus sporchi già di prima mattina”.
“Spesso mi trovo in viaggio per Roma e con il treno impiego un’ora, il medesimo tempo che impiego con l’autobus per percorrere il tragitto casa-università”, queste, invece, sono le parole di una studentessa, Maria, che poi spiega “Ogni mattina mi sveglio alle 06:00 per poter arrivare in orario alla lezione delle 09:00”.
Il malessere degli abitanti è forte, molti hanno difficoltà a raggiungere anche posti più vicini e capita addirittura che dopo tanta attesa ritornino a casa sconcertati, e ormai, è quasi impossibile non avere brutte sorprese alla fermata e accorgersi, dopo ore, che l’autobus aspettato non passerà affatto.

C’è una mancanza di capacità gestionale di fondo, poiché quando ci si ritrova poi a dover salire, finalmente, sull’autobus, questi sono quasi sempre pieni, mentre magari subito dopo transitano bus completamente vuoti.

I cittadini fanno un appello: “Ripristinare alcune linee, istituzione di navette che portano alle stazioni metro e migliorare i tempi di attesa tra un bus e l’altro, velocizzare i tempi di percorrenza, e perfezionare i servizi di pulizia di quei pochi che ora transitano.”

Elvira Cecere

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