I genitori: “Come spieghiamo ai nostri figli questa decisione illogica? Quale ragionamento ha portato a questa pazzesca differenza tra pubblico e privato?”

A seguito della decisione del Sindaco di Melito di Napoli, Antonio Amente, di disporre con ordinanza comunale il rinvio dell’apertura delle scuole al 5 ottobre, (data da confermare), un gruppo di rappresentanza dei genitori degli studenti interessati, ha deciso di prendere una forte posizione di dissenso a riguardo, pretendendo ulteriori chiarimenti dalla Giunta Comunale e dal primo cittadino. Di seguito il testo della lettera inviata agli organi di stampa.

Sono mamma, siamo mamme, siamo padri, siamo genitori. Ed è, a nome di questi genitori che scriviamo, che parliamo. Abbiamo avuto la malsana idea di iscrivere i nostri bambini alla scuola pubblica quest’anno, perché in questo tipo di istruzione ci crediamo ancora nonostante, qualche giorno fa, abbiamo ricevuto l’ennesima delusione .

Nonostante il Governo abbia individuato da tempo una data utile per l’inizio delle attività scolastiche, noi, genitori di Melito di Napoli, siamo stati costretti a dire ai nostri bambini, (che scalpitano per tornare a scuola ormai da marzo), che nemmeno per la settimana dal 28 settembre al 3 ottobre sarà possibile. Abbiamo scoperto, infatti, che a Melito di Napoli vige uno strano fenomeno: il Covid-19 è pericoloso solo nelle scuole pubbliche. A svelarci questo mistero è stato il Sindaco, il Dott. Antonio Amente che, con un post su Facebook, (a cui è seguita un’ordinanza comunale), ha spiegato che ‘La situazione in città, seppur non preoccupante, è numericamente rilevante. Inoltre, il corpo docente e il personale scolastico presente nei nostri istituti proviene da città dove il picco di Covid, in queste settimane, è particolarmente rilevante’.

Prendendo per vere le valutazioni fatte dal Dottor Amente, (non vorremmo mai dubitare della buona fede di uomini di istituzione), ci domandiamo: il personale scolastico proviene da città dove, nonostante questa famigerata emergenza, le scuole hanno riaperto? Quale particolare e grave situazione attanaglia la nostra cittadina per non permettere l’attività basilare della vita dei giovani? E la domanda alla quale maggiormente non sappiamo dare risposta, se a Melito di Napoli la situazione è così preoccupante da non permettere la riapertura delle scuole pubbliche, perché non si è pensato di arginare il problema limitando anche altre attività? Attività che, peraltro, possono creare assembramenti incontrollabili e di difficile tracciamento sanitario, a differenza di una scuola dove ogni persona che la frequenta è nota e, in qualche modo, registrata e reperibile.

Ci chiediamo, inoltre, ai fini di arginare il fenomeno pandemico, dove sono le differenze tra un istituto pubblico ed uno privato? Le modalità sono le medesime, non vogliamo pensare che il futuro dei nostri figli si riduca ad uno squallido scarica barile di responsabilità.
Ricordiamo che a queste si aggiungono ludoteche e sale feste, a cui è permesso di svolgere le proprie attività. Lo stesso stadio comunale funziona perfettamente, con lo stesso tipo di aggregazione giovanile.
Noi vogliamo fare il possibile per garantire ai nostri figli un futuro, sicuro e solido. Ma sappiamo bene che la scuola costituisce le fondamenta di questo futuro.
Pertanto, chiediamo un supporto perché non sappiamo più cosa raccontare ai nostri giovani.

Come spieghiamo ai nostri figli questa decisione illogica? Quale ragionamento ha portato a questa pazzesca differenza tra pubblico e privato?

La consapevolezza del Sindaco di non avere strutture in grado di rispondere alle esigenze anticovid è arrivata solo ora? Cosa si è fatto nei mesi precedenti per ovviare al problema, pur sapendo che l’istruzione pubblica è un diritto?
Come si è mossa la giunta comunale rispetto al problema della carenza di personale? Nessuno di questi quesiti è stato esplicato, abbiamo dovuto solo accettare una realtà tremenda schiaffataci in faccia, mezzo social, di sabato sera, quando i nostri erano pronti a vivere con trepidazione le ultime ore che li separavano dal ritorno ad una pseudo normalità. Il ritorno ad uno sguardo, una curiosità svelata, un sorriso, una delusione, una nozione, un apprendimento.

Le scuole pubbliche resteranno chiuse fino al 3 ottobre senza certezza di un’apertura il 5. Ci auguriamo che, la promessa fatta nelle ultime ore, (sempre mezzo social), di un’apertura se la situazione rimarrà sotto controllo (da capire cosa si intenda a tal proposito), venga rispettata. Lo devono ai nostri figli, lo devono al nostro futuro. Con tutte le precauzioni del caso. Precauzioni e rischi che, in nome della cultura e dell’istruzione, siamo disposti ad assumerci pur di non lasciare i nostri figli in balia del vuoto e dell’incertezza.

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