Il tratto di Asse Perimetrale coinvolto nel rogo dello scorso 4 agosto nel campo rom di Scampia resterà ancora chiuso

Lo scorso 4 agosto il vasto incendio che interessò tutta l’area ospitante il campo rom di Scampia, fin da subito, aveva evidenziato i seri danni a strutture e cose adiacenti.

A sovrastare il campo rom in questione, c’è una delle arterie più percorse dell’hinterland partenopeo e, nello specifico, le aree maggiormente coinvolte, sarebbero quelle della tratta di percorrenza tra le uscite di Melito e Mugnano.

In questa tratta, infatti, le fiamme avrebbero lambito per tutta la durata dell’incendio i piloni portanti dell’Asse Perimetrale, creando un problema serio e dannoso.

Fin da subito, l’intera area è stata interdetta alla circolazione in quanto le primissime verifiche strutturali sui piloni, pare avessero dato esiti non idonei alla staticità.

In sostanza, quei piloni, sottoposti ad uno stress termico per un tempo prolungato, avrebbero subìto danni alla struttura interna che non permetterebbe in alcun modo di garantirne la sicurezza.

Oggi, come riporta la fonte Il Mattino, dagli ultimi rilievi effettuati in quel tratto dell’Asse Perimetrale, di cui ancora non sarebbero chiari gli esiti, nessuno si pronuncia in merito ma resta valida la decisione iniziale: quel tratto tra le uscite Melito e Mugnano dovrà restare chiuso!

Una situazione che va avanti dal 4 agosto scorso e che, ancora oggi, non vede un provvedimento di ripristino su quella tratta.

In questi giorni di chiusura non si sarebbero registrati grossi problemi alla circolazione in quanto, complice il periodo di vacanza, con le città dell’hinterland semideserte, quasi non si sarebbe avvertito alcun disagio.

La problematica maggiore nascerebbe, però, adesso, con il rientro dalle vacanze, la ripresa lavorativa per molti e alle porte l’inizio del nuovo scolastico.

Tutte situazioni che, considerando l’altissima densità di popolazione presente nell’area nord, porterebbero di sicuro, ad una congestione della circolazione dai risvolti drammatici.

Foto dal web

Marianna Di Donna

Commenti

commenti