Aggredisce con schiaffi e pugni il titolare di un bar dei Quartieri, ma aveva sbagliato bar

L’alcol che diventa uno status sociale per i giovani continua a procurare danni non solo ai giovanissimi che, soprattutto nel weekend, invadono le strade di Napoli, ma anche per i tantissimi disagi e problemi che, puntualmente, scaturiscono dall’utilizzo smodato di alcolici.

La vendita di alcolici ai minorenni in Italia è vietata e costituisce reato, ai sensi dell’articolo 689 del Codice Penale. In base a quanto stabilito dalla legge non è il minore che compra una bevanda alcolica ad essere punito, ma la persona che gliela vende.

Una legge, questa, che molto spesso viene vista come una proibizione ma che, in realtà, dovrebbe rappresentare un’azione di controllo e di tutela dei più deboli, una scelta di civiltà e di rispetto per la persona, tutelare principalmente la loro salute, la loro vita.

Oggi però non è facile, sapere se un ragazzo ha più o meno di 16 anni risulta cosa assai difficile. Ed à per questo che, se un ragazzino chiede al banco del bar una birra o acquista al supermercato una bottiglia di liquore, o si chiede ogni volta la carta di identità, o si va sulla fiducia.

Un tipo di fiducia che, però, potrebbe rivelarsi molto pericolosa, perché a pagare, in caso di errore, sarà il gestore del locale, anche se a servire la birra, il superalcolico o un semplice cicchetto, è stato il suo cameriere ad insaputa del titolare.

Ed è quello che è accaduto ieri sera, intorno alle 00.30, in una delle vie della “movida partenopea”, il vico Lungo teatro nuovo, stradina dei Quartieri spagnoli, dove solitamente si riuniscono orde di ragazzi, per lo più adolescenti.

Il titolare di un bar ubicato in questa strada, si sarebbe presentato alle porte della struttura super affollata di giovani intenti ad ordinare da bere.

Una volta dentro, sembrerebbe che l’uomo, un 46enne di Melito, abbia picchiato con calci e pugni proprio il titolare del bar stesso, accusandolo di aver somministrato alla figlia, sedicenne, della sua compagna, una dose eccessiva di alcolici.

La giovane ragazza, infatti, probabilmente ubriaca, pare fosse stata trasportata all’ospedale San Paolo di Napoli proprio per  intossicazione da alcolici e poi dimessa.

L’uomo, peraltro già noto alle forze dell’ordine,  in preda alla disperazione, pare avesse anche lanciato un grosso barile utilizzato come tavolino, proprio contro il titolare.

All’intervento delle forze dell’ordine, nel ricostruire tutta la vicenda, sarebbe arrivata la rocambolesca scoperta: secondo testimonianze, sembrerebbe che la giovane avesse consumato dell’alcol non nel suddetto bar di vico Lungo Teatro Nuovo, il cui titolare era stato preso di mira dal melitese, ma che avesse bevuto in un altro locale poco distante dall’evento dell’aggressione, a vico Figurella a Montecalvario.

In ogni caso, il titolare del bar avrebbe, comunque, ricevuto una denuncia per somministrazione di alcolici a minori di sedici anni a cui seguirà, secondo il D.L n. 14 del 20 febbraio 2017, la richiesta la chiusura del locale.

Per il titolare del bar, invece, dopo le cure del 118 avvenute sul posto, prescritti 5 giorni di prognosi, dopodiché sarà lui a decidere se sporgere querela contro il suo aggressore.

Foto dal web

Marianna Di Donna

 

 

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