Maria Rosaria Longobardi, in arte Marylon, è una nostra vecchia conoscenza

 
Ex insegnante, autrice di letteratura combinatoria e narrativa infantile, risiede a Melito di Napoli da oramai trenta anni. 
E’ tra i fondatori con numerosi altri amici della Associazione Melitonline ed agli inizi del Millennio ha inaugurato sul nostro sito, nella sezione “Amici di Melito”, la sua rubrica “Dall’Enigmistica alle Favole, alla Poesia, ai Racconti ed altro” fornendo successivamente un importante apporto alla WebTv e WebRadio con numerose interviste e servizi per le rubriche di giornalismo. 
 
Vari e lusinghieri traguardi hanno caratterizzato il corso della sua attività letterario – enigmistica: diversi suoi brani sono stati tradotti in varie lingue (tra queste anche l’arabo), una poesia nel 2012 è stata declamata dall’attrice Premio Oscar Viola Davis in un video Disney, una serie di anagrammi è stata trasformata in brano lirico, una fiaba rimata è diventata una ballata musicale. 
Un importante premio le è stato riconosciuto anche al Festival regionale dei Lartes di Aversa per “Il canto dell’ alfabeto” (testo di Marylon e musiche di Francesco Garzone, autore anche per Mina). 
 
È autrice di due testi di narrativa infantile – Favole in fiore e La fata Brunetta – che “non sono solo per i più piccoli, come tiene a precisare Marylon, ma per tutti coloro che non hanno dimenticato il bambino di dentro” ed è autrice con il collega Massimo De Mellis della raccolta che racconta il mondo della scuola “Dall’antica tabula romana al tablet di oggi”.
 
“Fabulas en flor” è la versione messicana del suo “Favole in fiore…fior di favole” editato dalla sua amica scrittrice Ruth Perez Aguirre. 
 
Ha composto negli anni tantissimi anagrammi raccogliendone parte in un volumetto pubblicato 15 anni fa.
Nel 2015,in un articolo su Il Mattino di Napoli a firma di Ugo Cundari, è stata definita “Signora degli Anagrammi”.
La particolarità dei suoi anagrammi risiede nel fatto che l’ideatrice non si limita alla permutazione delle lettere, ma riesce a toccare le corde della poesia e spesso dai suoi giochi di lettere, che poi tanto “giochi” non sono ma risultano abili costruzioni di pensiero, trae fuori la verità od anche l’auspicio al bene, ad un domani migliore. 
Una sorta di Nostradamus in gonnella, potremmo definirla. 
Anche se lei preferisce di gran lunga la definizione ultima che le hanno attribuito: quella di PIZIA napoletana, la sacerdotessa dell’oracolo alla quale…rassomiglia! 
Marylon

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