Il consigliere denuncia un’amministrazione “pavida e reticente”, attacca sulla 219, sul centro storico, sul traffico e sulle tensioni in aula: “I melitesi sono già delusi e disillusi”.

 

Il giorno successivo al consiglio comunale del 16 settembre, il consigliere di opposizione Nunzio Marrone ha diffuso una nota durissima contro la giunta guidata dalla sindaca Dominique Pellecchia, sostenendo di aver svolto “come sempre, il mio ruolo di fiero oppositore ad una Giunta in cui non credo e che si sta già dimostrando fallimentare”. Marrone afferma che gli viene contestato il tono duro, ma che ciò è “normale per chi dissente”, accusando la maggioranza di mostrarsi “del tutto incapace di replicare nel merito”. Secondo il consigliere, le linee programmatiche presentate in aula sarebbero state prive di contenuti reali: “Sono state presentate le linee programmatiche, ma di programma non vi era traccia: titoli, annunci astratti, petizioni di principi… Fumisterie, fuffa, aria fritta”, tanto generiche da poter valere “per Mugnano, Giugliano, Qualiano, Villaricca, Casandrino ecc. ecc.”. Marrone punta il dito soprattutto contro l’assenza del tema legalità: “In un Comune che appena 3 anni fa è stato, per la seconda volta, sciolto per camorra, nessun amministratore ha nemmeno pronunciato la parola proibita: camorra. Una pavidità ed una reticenza inammissibili”.

Il consigliere denuncia poi lo stallo sul cronoprogramma dei Commissari straordinari, chiedendo chiarimenti sul motivo per cui non si procede con quanto stabilito da “altissimi funzionari che rappresentano lo Stato”. La risposta ricevuta in aula, secondo Marrone, sarebbe stata gravissima: “Mi è stato risposto che l’analisi scientifica dell’Università Parthenope sulle gravissime irregolarità e sugli enormi abusi realizzati nelle 219 era incompleta ed ha bisogno di integrazioni”. Da qui l’affondo: “Quindi i Commissari straordinari che avevano iniziato a demolire ed avevano deliberato provvedimenti importanti e coraggiosi erano frettolosi, approssimativi, avevano bisogno di integrazioni?”. La replica dell’assessore, secondo Marrone, sarebbe stata “una imbarazzante arrampicata sugli specchi” che chiarisce come “la discontinuità, il cambiamento, il ritorno alla legalità strombazzati e promessi in campagna elettorale non erano altro che illusori, vuoti proclami, buoni per i gonzi, avrebbe detto il Principe Antonio De Curtis”.

La nota prosegue con una descrizione impietosa della situazione cittadina: “Nel frattempo a Melito impazza il caos e il traffico, le scuole presentano i guai di sempre, alle 18 di pomeriggio c’è il coprifuoco, i marciapiedi servono solo per fare scorazzare a tutta velocità centauri senza casco. Il centro storico cade a pezzi”. Marrone accusa gli amministratori di limitarsi a interventi spot e di guardare “il proprio ombelico”, mentre il Comune sarebbe diventato “meta di pellegrinaggio di vecchi, discutibili e discussi ex amministratori ed ex dipendenti che pretendono di continuare ad impartire disposizioni in uffici in cui non potrebbero nemmeno entrare”. La conclusione è un giudizio politico severissimo: “I melitesi sono già stanchi, delusi, disillusi. L’ennesimo inganno è stato consumato ai loro danni”.

Marrone dedica infine un passaggio alla polemica in aula tra la consigliera Verde e la consigliera Guarino: “Di pessimo gusto è stato l’accanimento della Guarino verso la consigliera Verde che si è limitata semplicemente a segnalare, a giusta ragione, la mancanza di segnaletica di alcune zone ma, come sempre, quando si toccano zone ‘di interesse’, anche i muti sparlano”.

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