Non sono mancati momenti forti grazie agli studenti che hanno recitato scene di cruda realtà, come quella in cui una moglie chiede al proprio marito “Amore ma se mi uccidi poi a chi picchi?” 

 

Si è tenuto questa mattina, in occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne, l’evento organizzato dagli studenti del Liceo Immanuel Kant di Melito, con la supervisione delle professoresse di storia e filosofia, Fortuna Pirozzi e Rosanna Cuomo, “Mai più sole”.

Ad introdurre lo spettacolo è stata la dirigente scolastica Teresa Davide ma i veri protagonisti sono stati gli studenti che attraverso recitazione e canto hanno toccato una tematica molto importante al giorno d’oggi: la violenza di genere.

I giovani alunni hanno inscenato storie realmente accadute, di donne arrivate in Italia lanciate, poi, nel mondo della prostituzione, ma anche racconti tratti da romanzi famosi in cui si narra di donne maltrattate dai loro mariti.

Durante lo spettacolo sono state poi evidenziate le vite di alcune donne che hanno rivoluzionato il mondo come Liliana Segre, Rita Levi Montalcini, Frida Kahlo e Simone de Beauvoir.

Al termine della messa in scena degli studenti ha preso parola la psicoterapeuta Eva Orlando che ha voluto spiegare da un punto di vista differente la questione di genere: attraverso la storia di Antigone, le citazioni di alcuni grandi studiosi, tra cui Freud, ha messo in evidenza alcuni punti salienti di questo “male” che sta affliggendo la società attuale.

Il suo è stato un vero e proprio dibattito con gli studenti che hanno voluto porle alcune domande a cui la dottoressa ha risposto in maniera esaustiva e si è detta contenta di trovarsi ad affrontare una questione così delicata con dei ragazzi così giovani.

Al giorno d’oggi si parla di violenza ogni 3 giorni: non si tratta, però, solo di violenza fisica ma anche psicologica e, come affermato dalla dottoressa Orlando, “una persona violenta è una persona che ha qualche pecca psicologica. Non si diventa violenti improvvisamente. I giornali, i media, devono parlarne, devono parlarne sempre e sempre di più”.

Laura Barbato

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