Il CEI chiede la detrazione della retta ma maggiori fondi per le scuole

 

A partire dal 5 marzo sono stati sospesi tutti i servizi educativi delle scuole di ogni ordine e grado ma nessuno ha dato indicazioni in merito alla sospensione delle rette scolastiche o ad un eventuale rimborso delle quote già versate.

Ormai sono 2 su 3 i bambini che frequentano scuole paritarie e molti genitori, a partire dall’inizio del lockdown, sono stati più volte sollecitati a pagare le rette scolastiche.

Come dichiarato da “Il Mattino”, le scuole cattoliche hanno deciso di sospendere le rette dei nido e delle scuole dell’infanzia, che non offrono alcun servizio di didattica a distanza, ma per le scuole di primo e secondo grado tutto resterà invariato.

Chiaramente si tratta di una scelta che varia a seconda delle scuole.

Il fondamento del diritto a chiedere il rimborso, però, sta nelle “cause di forza maggiore” derivanti dal Coronavirus e dall’emergenza in corso che non permettono lo svolgimento delle prestazioni scolastiche già pagate.

La sopravvenuta impossibilità di ricevere la prestazione per la quale è stato già corrisposto il prezzo o parte di questo, realizza la conseguente risoluzione dell’accordo, ai sensi dell’ art. 1463 del codice civile, e il diritto dei consumatori ad ottenere il rimborso di quanto pagato e non usufruito a causa di forza maggiore.

Il tutto, facendo attenzione che lo stesso accordo scritto non contenga clausole che prevedano il pagamento della retta anche in caso di chiusura imposta da eventi esterni.

La frequenza delle scuole dell’infanzia e della primaria può non essere regolata da un accordo scritto ma da un pagamento di una quota di iscrizione e di una retta mensile.

In tal caso, l’interruzione della frequenza per causa di forza maggiore non sembra possa obbligare le famiglie al pagamento delle relative rette o a non rivedersi accreditati i pagamenti già versati a tal proposito, per un servizio che, al momento, non tutti gli istituti scolastici possono garantire.

Il Sottosegretario CEI, Don Ivan Maffeis, ha, però, chiesto un fondo straordinario per le scuole paritarie o forme di sostegno per le famiglie poiché le difficoltà economiche, purtroppo, riguardano tutti i campi.

Come riportato da Orizzontescuola, Virginia Kaladich, Presidente della Fidae, la federazione delle scuole paritarie cattoliche, ha ringraziato Don Maffeis per il suo messaggio “non si chiedono privilegi né elemosina, ma il riconoscimento di un servizio pubblico che queste realtà assicurano nel pieno rispetto della legge sulla parità scolastica (la 62/2000)”.

Si sta parlando di 12mila scuole paritarie, 900mila allievi, quasi 2 milioni di genitori, 100mila dipendenti a rischio licenziamento.

La prima forza politica a condividere l’appello è Forza Italia che, tramite Alessandra Gallone, vicepresidente dei senatori di Forza Italia comunica che nell’ambito del Decreto Scuola Forza Italia chiederà che sia consentito alle famiglie di detrarre al 100% il costo delle rette per una cifra all’interno del costo standard di sostenibilità per allievo (tetto massimo).

Anche Italia Viva, tramite Gabriele Toccafondi, esprime il proprio sostegno alle richieste “Ritengo che sia meglio istituire un fondo straordinario per le scuole che non ce la fanno economicamente. Certo, se si potesse avere entrambe le cose, detraibilità totale delle rette e fondo d’aiuto, io sarei la persona più felice”.

Anche Fratelli d’Italia condivide la necessità di intervento. Il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli “Noi abbiamo presentato le nostre proposte al Senato e le renderemo ancora più chiare nell’esame del Cura Italia alla Camera”.

Il 16 marzo è già stato firmato un decreto che autorizza l’erogazione di contributi ministeriali alle scuole paritarie di ogni ordine e grado per un totale di oltre 500 milioni di euro.

La Vice Ministra dell’Istruzione, Anna Ascani “Il nostro obiettivo è garantire eguali diritti e una formazione di qualità a ogni studente. In questo periodo di sospensione delle attività didattiche siamo al fianco di tutte le istituzioni scolastiche del Paese. Nessuna esclusa”.

Si attendono ora le decisioni che saranno assunte nell’ambito del Decreto Cura Italia e Decreto scuola. Per quest’ultimo l’esame dell’articolato inizia oggi in VII Commissione Istruzione al Senato.

 

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