Melito protesta contro l’incapacità dell’attuale amministrazione comunale, sperando nella futura unità del centrosinistra

<< Vogliamo chiedere ai principali attori politici del centrosinistra melitese |…| di riunirsi e di riunire cittadini melitesi, a cui stiano a cuore le sorti di questa terra, per dar vita ad una forza politica sana e pulita ed insieme trovare la sintesi intorno ad un nome condiviso >>. Queste le parole di LiberiAmoMelito, movimento di protesta cittadino volto a ridare dignità e onore a Melito, affossata e sfruttata da una classe politica incapace, concentrata esclusivamente sui propri interessi. << Il nostro territorio è ridotto in brandelli, troppe volte abbiamo consegnato le chiavi di questa città a persone che, invece di mettersi al servizio del popolo, se ne sono serviti per tornaconti personali! >>, lamenta appunto il documento che da ore circola in rete e in loco.

Tra qualche mese gli abitanti della provincia di Napoli saranno nuovamente chiamati a scegliere i loro rappresentanti, votando per la formazione di quella che dovrebbe essere la nuova giunta comunale di Melito da qui ai prossimi cinque anni. << Condivisione, unità d’intenti e progettualità che possano, con l’aiuto delle forze politiche presenti sul territorio, ma soprattutto con l’aiuto di quella cittadinanza ormai stanca della pochezza che ci circonda, risollevare le sorti di questa città >>: ecco quanto pretendono i cittadini, ormai stanchi dei soprusi e dell’assenza dell’attuale amministrazione. << Il loro fallimento è sotto gli occhi di tutti e la corsa a spendere gli ultimi soldi che restano in cassa, facendoli passare per servizi offerti alla cittadinanza, non passeranno inosservati e li sconteremo con gli interessi >>. C’è ben poco da interpretare. Il malcontento generale, la rabbia che trasuda da ogni parola del documento sono la dimostrazione di quanto possa ledere un’azione politica volta al personalismo. Non è certamente semplice cercare di organizzare ed allocare in maniera ottimale le risorse (già scarse) del territorio, e spesso ci si accontenta di soluzioni soddisfacenti, ma quando le beghe soggettive, le antipatie e i veti vengono anteposti al bene collettivo, il discorso cambia. La politica fallisce laddove la popolazione che dovrebbe rappresentare si sente abbandonata, presa in giro. Le promesse da campagna elettorale andrebbero ponderate, perché poi arriva sempre il momento di concretizzare le belle parole in fatti, e allora ecco che i fanfaroni vengono smascherati. Alla chiusura del sipario, tutti devono pagare il conto delle loro (non) azioni. << Noi siamo un gruppo di cittadini stanchi di vivere in un territorio in cui i servizi minimi sono inesistenti. Crediamo che solo con il coinvolgimento dal basso della società civile, sarà possibile creare una forza politica in grado di portare Melito fuori dal baratro in cui è sprofondata >>. Si può considerare “civile” una città in cui la classe politica gira in macchinoni lussuosi, riscaldati, e i bambini devono tenere il cappotto in classe per non tremare dal freddo? Qualora abbiano una classe in cui stare, s’intende.
La futura amministrazione di Melito non è chiamata a ripristinare la cosa pubblica, ma a fornire i più elementari servizi primari. Il centrosinistra deve ricucire il tessuto sociale, riavvicinarsi al proprio elettorato.

La chiusura del grido di protesta di LiberiAmoMelito non lascia margini di compromesso: << richiamiamo alla responsabilità i principali esponenti del centro sinistra melitese, ribadendo che non saranno tollerate ulteriori e sterili spaccature. |…| È un nostro diritto! >>. Ad maiora.

Anna Maria Di Nunzio

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