Animazioni provocatorie, frasi allusive… Alle soglie del 2021 ancora troppi tabù

 

Alla soglia del 2021, dopo lotte femministe affinché gli assorbenti potessero diventare gratuiti e dopo un’infinità di guerre legate al sessimo e al maschilismo, la pubblicità Nuvenia, con la sua lotta al tabù sulla vulva e sul ciclo mestruale, ha scatenato non poche polemiche.

Lo slogan recita la frase “Libera di osare”, mettendo in scena animazioni “provocatorie”, quali frutti, marionette, ricami, origami, per alludere in maniera esplicita alla vulva e all’apparato femminile.

Alla soglia del 2021, sembra, però, che il corpo femminile sia ancora un vero e proprio tabù ma, ancor di più, sembra che, nonostante i programmi trash e tutto ciò che oggigiorno si vede in televisione, uno spot possa creare non poca polemica. 

Sui social si è, infatti, aperta una vera e propria lotta tra chi afferma che si tratti di una situazione del tutto naturale e che la donna debba sentirsi “libera di osare” e tra chi pensa che la pubblicità sia stata partorita dalla “mentalità malata di un emerito maschilista”.

È indubbio, però, che chiunque abbia ideato la spot pubblicitario sta riuscendo a far parlare di sé ma è pur vero che alla soglia del 2021 non debbano esserci tabù sulla rappresentazione del sesso femminile. 

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