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LETTERA DI SCUSE DI UN TIFOSO NAPOLETANO

Saper tornare sui propri passi è segno di intelligenza, dicono i saggi: non so se nel mio caso si possa arrivare a parlare di intelligenza, però stavolta voglio e devo farlo, voglio e devo tornare sui miei passi. Nello specifico, e so che qualcuno penserà che io sia impazzito, voglio e devo chiedere scusa nientepopodimenoche all’arbitro Irrati, all’arbitro Rizzoli, ai tifosi juventini tutti: mi spiego meglio.

Durante lo scorso campionato, in occasione della partita di ritorno del derby della Mole, ho detto peste e corna della premiata ditta Irrati&Rizzoli in quanto ritenevo che il primo – nello svolgere la propria funzione di arbitro addizionale di porta – avesse graziato lo juventino Alex Sandro in occasione di un fallo in area che questi aveva commesso e che Rizzoli aveva punito con la concessione di un calcio di rigore. L’aiuto di Irrati era consistito, sostenevo in base ad un giudizio che oggi so esser stato errato, nel non avere indotto l’arbitro centrale a mostrare al difensore bianconero un cartellino giallo che avrebbe comportato, per il medesimo calciatore, l’espulsione in seguito a doppia ammonizione. Mi ero sbagliato, e clamorosamente: di questo, oggi, faccio ammenda, e proverò – per la seconda volta in poche righe – a spiegarmi meglio.

Come chiunque può scoprire consultando il <<Regolamento del Giuoco del calcio corredato delle decisioni ufficiali FIGC e della Guida pratica AIA>> (http://www.aia-figc.it/download/), la Regola 6 chiarisce innanzitutto che <<gli ufficiali di gara (tra i quali rientrano gli addizionali di porta, n.d.r.) operano sotto la direzione dell’arbitro. In caso di ingerenza o di comportamento improprio, l’arbitro li dispenserà dai loro doveri e farà un rapporto all’autorità competente. Con l’eccezione dell’assistente dell’arbitro di riserva, collaborano con l’arbitro per le infrazioni quando hanno una visuale migliore rispetto a quella dell’arbitro (…)>>.

Più avanti, al comma 3, si puntualizza con netta fermezza che <<Gli arbitri addizionali possono indicare:
• quando il pallone ha interamente oltrepassato la linea di porta, compreso quando è stata segnata una rete
• a quale squadra spetta un calcio d’angolo o un calcio di rinvio
• se, nell’esecuzione del calcio di rigore, il portiere si muove dalla linea di porta prima che il pallone sia stato calciato e se il pallone ha superato la linea>>.

Dopo un’introduzione piuttosto (volutamente?) generica si passa quindi a circoscrivere le facoltà degli addizionali di porta (ciò che si dice che essi <<possono>> fare), ed è di tutta evidenza che fra le suddette facoltà non rientra quella di suggerire all’arbitro centrale di comminare un cartellino giallo ad un calciatore o, che so?, di indicare che sia stato commesso un fallo.

Vero, rimane la parte introduttiva, quella che parla della collaborazione tra arbitro centrale e ufficiali vari: è però altrettanto vero che l’estensore del regolamento, nel momento in cui ha voluto esplicitare cosa un addizionale di porta possa fare, ha chiarito che le sue mansioni sono essenzialmente quelle di un giudice di linea; d’altronde, se le parole contano ancora qualcosa, avrà un suo peso anche il fatto che stiamo discutendo degli addizionali di porta, no? Andando a rileggere quello che essi <<possono indicare>> non si può non notare che in questo ambito ricadono situazioni che hanno come comune denominatore la posizione del pallone o di un calciatore rispetto alla linea di porta.

Faccio quindi ammenda, mi scuso con Irrati&Rizzoli e con i tifosi juventini: Alex Sandro non andava espulso, il solo errore arbitrale di quella partita riguarda il goal ingiustamente annullato per fuorigioco inesistente al torinista Maxi Lopez.

Tutto ciò, in quanto un addizionale di porta ha delle possibilità di intervento ben precise, che potremmo, andandoci d’accetta, ricondurre alle funzioni – repetita iuvant – di un giudice di linea.

Ah, dimenticavo: su tali basi, domenica scorsa Rocchi non avrebbe potuto, da regolamento, impor…ehm…suggerire a Giacomelli di revocare al Napoli il calcio di rigore che l’arbitro centrale aveva fischiato in favore degli azzurri contro il Pescara. Il tutto, senza fuorigioco abruzzesi inventati, come è giusto (ed ovvio, direi) che sia.

Andrea Carpentieri

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