Nel nostro paese la parola legalità è diventata un “idolo

Negli anni e nei tempi di campagna elettorale, ci si è riempiti sempre la bocca della parola legalità. Ma per tutta risposta, a Melito, sono cresciute l’illegalità e la corruzione (vedi anche i recenti fatti di cronaca).

Qualcosa allora non funziona, perché abbiamo visto usare questa parola in primis da parte di quelli che la calpestano e l’hanno calpestata sistematicamente nel passato e anche in questa campagna elettorale ci sta un abuso di questo vocabolo.

Non va fatto della legalità un idolo, una bandiera, tirare fuori questa parola alla bisogna, molti in questi giorni hanno scelto una legalità diciamo così morbida: “se mi conviene rispetto le regole, altrimenti so come fare per ……”. Questo, al mio paese, significa “predicare bene e razzolare male”.

Faccio un esempio, l’ultimo in ordine di tempo, ieri sera vi è stata una denuncia della candidata sindaco Dominique Pellecchia (la potete leggere qui).

Ebbene, a proposito di legalità, ci si aspettava un’ondata di disprezzo bipartisan a proposito di questo modo di fare campagna elettorale mentre invece si assiste ad un silenzio assordante! Quelli che “predicano” la legalità dove sono?

Leonardo Sciascia ha scritto: “il silenzio degli onesti e dei disonesti lo proteggerà sempre …..”.

Io, come i tanti cittadini onesti di Melito, speriamo che ci sia un moto popolare di risveglio delle coscienze e che questo sia, FINALMENTE, l’anno zero per la rinascita di questa martoriata cittadina perché “Ccà nisciuno è fesso”!

Tonino Caiazza

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