Mattia Fiore è una delle personalità artistiche più rappresentative del nostro tempo che, in un periodo di tale emergenza, ha deciso di realizzare e dipingere una mascherina con i colori delle emozioni, esprimendo a modo suo la gioia di vivere.

In questo modo, l’artista ha deciso di utilizzare l’arte per esorcizzare la malattia e la psicosi da coronavirus e per promuovere, in modo “virale”, il sentimento della “gioia di vivere”.

L’arteterapia, infatti si propone come strumento terapeutico ed è l’insieme dei trattamenti che utilizzano l’espressione artistica per promuovere la salute. Si propone come una tecnica dai molteplici contesti applicativi, che vanno dalla terapia e la riabilitazione al miglioramento della qualità della vita. Una risorsa importante utilizzata è data dalle potenzialità di ognuno di elaborare il proprio vissuto creativamente.
L’arteterapia pone l’attenzione sul processo creativo, non sul prodotto artistico finale. Il fatto di creare e produrre un’impronta creativa, permette alla persona di accedere ad aspetti nascosi nel proprio intimo e di esprimere emozioni spesso inaspettate, molte volte potenziando abilità spesso ignorate.
Da sempre l’arte è considerata una forma di comunicazione importante, che riesce ad arrivare dove le parole non riescono. Proprio per questa sua peculiarità l’arte è stata spesso oggetto di interesse per molti studiosi nel campo della psicologia.
Già lo stesso Freud si interessò all’arte che definisce l’artista come “uomo che si distacca dalla realtà poiché non riesce ad adattarsi alla rinuncia al soddisfacimento pulsionale che la realtà inizialmente esige, e lascia che i suoi desideri di amore e di gloria si realizzino nella vita della fantasia”.

Laura Barbato

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