Come ogni anno, in provincia di Milano (a San Vittore Olona) si è svolta la tradizionale ed immancabile Cinque Mulini, evento internazionale di corsa campestre che, a causa dell’emergenza sanitaria imposta dal Covid, ha visto il suo posticipo di esattamente due mesi. Una tappa immancabile del World Athletics Cross Country Permit, che giunge alla sua 89esima edizione.

Venendo all’aspetto competitivo, in campo maschile si è imposto il talento di Nibret Melak; è stato un finale spalla a spalla, a dire il vero, che ha reso questa edizione della Cinque Mulini ancora più adrenalinica: l’etiope si è imposto al termine di 10,2 km intensissimi, risolti sul rettilineo conclusivo soltanto in volata, tagliando il traguardo col tempo di 28’57, per la bellezza di un passo di 2’53” al km. Subito, alle sue spalle, il keniano Leonard Kipkemoi Bett che si è dovuto “accontentare” del secondo posto con un 28’58”, e perdendo di fatto il titolo conquistato lo scorso anno. Terza e quarta piazza per l’etiope Miktar Edris (Campione del Mondo dei 5000 metri) e l’ugandese Oscar Chelimo, con pochi centesimi a dividerli ed un grandioso 28’59”.

Sul fronte rosa, è Tsehay Gemechu a dire la sua, dopo essersi imposta già nell’importante cross di domenica scorsa a Campaccio; quarta sui 5000 metri agli ultimi Mondiali, si è imposta col tempo di 18’53” (6,2 km in programma per la gara femminile), riuscendo a battere di tre secondi la keniana Beatrice Chebet, Campionessa del Mondo under 20 nel cross. Più distaccate la terza e la quarta piazza, rispettivamente andate alla Sheila Chelangat (19’22”) e l’etiope Alemitu Tariku (19’31”).

Interessante e dovuto è il colpo d’occhio alla gara degli italiani impegnati nel cross: il migliore italiano in campo maschile è stato Yohanes Chiappinelli, settimo in 30”03. Non si possono negare le grosse attese riposte nel neo primatista italiano di maratona e mezza maratona, Eyob Faniel, di rcente protagonista di ottimi prestazione, ma costretto a ritirarsi a metà gara per qualche problema – probabilmente – fisico. La migliore italiana in campo si dimostra essere Rebecca Lonedo, nona in 20’48”

 

Martina Amodio

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