“La lettura è un rapporto con noi stessi e non solo col libro, col nostro mondo interiore attraverso il mondo che il libro ci apre.”

Questa è una frase tratta dal libro Mondo scritto e mondo non scritto dell’inimitabile Italo Calvino.

Sapevate che 13milioni di italiani vivono in comuni senza neanche una libreria? E il nostro paese, Melito, fa parte di questa terribile cerchia.

Statisticamente esistono oggi, in Italia, 687 Comuni sopra i 10mila abitanti, l’8,6% del totale, che non hanno una libreria. 

Secondo Giovanni Peresson, responsabile dell’Ufficio studi Aie, «Nelle aree metropolitane e centri urbani maggiori (con oltre 50 mila abitanti), dove il tessuto di librerie, ma anche di servizi bibliotecari, è più fitto e solido, gli abitanti residenti che si dichiarano lettori di libri sono, rispettivamente, il 51,1% e il 44,4%. Già nelle periferie delle aree urbane questo valore scende al 42,8% (nonostante la relativa facilità di spostamenti verso le aree centrali della città). Poi l’indice di lettura diminuisce al calare della dimensione del centro urbano: 38,1% nei Comuni tra 10-50 mila abitanti; 39% in quelli da 2-10 mila; fino al 35,4% nei Comuni (e sono tanti) fino a duemila residenti. E non è un caso che le perdite maggiori di lettori negli ultimi 5 anni siano avvenute nei piccoli centri (-15,3%, rispetto a una perdita media nazionale del -9,1%). Mentre nelle aree metropolitane questo calo si è arrestato al -3,1%, ma per risalire al -5,1% nelle periferie».

Ma qual è il ruolo della lettura nella formazione dell’uomo e cosa significa saper leggere nel nostro tempo?

Vivere nella società richiede che tutti abbiano un livello di alfabetizzazione che permetta loro di prosperare, pensare e lavorare. L’alfabetizzazione è la capacità di capire e usare l’informazione scritta nella vita quotidiana, a casa, a lavoro e nella comunità per raggiungere obiettivi personali e per estendere le proprie conoscenze e abilità. La padronanza della lettura, essenziale per l’acquisizione di conoscenze per tutta la vita, implica la comprensione di tutti i tipi di messaggi scritti, necessaria per l’adattamento sociale e professionale dei giovani e degli adulti.

La lettura può riempire un vuoto, costruire un mondo vivo pieno di paesaggi, personaggi, gioie, dolori, avventure. Ci permette di comunicare con vecchi e nuovi scrittori, ma soprattutto ci aiuta a fuggire dalla vita quotidiana per entrare, a volte, in un tempo non più nostro, ma che spesso sentiamo più vicino che mai. 

Non tutti hanno la possibilità di allontanarsi o di fare acquisti online, ma il nostro paese non dà la possibilità di recarsi presso una qualsiasi libreria: è difficile uscire dal proprio recinto quotidiano quando non vi è alcuna strada che lo consenta.

Siamo figli, mamme, padri, nonni e sicuramente ognuno vive nel proprio tempo ed è giusto che ci si conformi alla realtà, ma siamo sicuri che “visualizzare” messaggi, leggere articoli “al volo” su internet, sia la stessa cosa di andare in libreria, comprare un libro e tornare a casa con la fretta di iniziarlo?

È chiaro che più bassa è la presenza di libri (e quindi di librerie) sul territorio e minore è la possibilità di avere un alto indice di lettura.

L’unica cosa che ci resta da fare è quella di sperare che, grazie al sostegno politico alle piccole imprese, possa esserci un incentivo per quanto concerne la nascita di librerie.

 

Giusy Valerio

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