Non era un’audizione per Broadway o una prima al San Carlo, era una rappresentazione tra bimbi della stessa classe di età compresa tra i quattro e i cinque anni

Andrea è un bambino di cinque anni, iscritto ad una scuola privata di Afragola, affetto da iperattività regressa con ritardo cognitivo e sospetto autismo.
Il piccolo era pronto a partecipare alla recita di Natale ma sua mamma ha scoperto, solo attraverso il gruppo Whatsapp della scuola, che suo figlio era stato escluso. La gravità sta nel fatto che il bambino sia stato escluso dalla manifestazione natalizia ma, soprattutto, nella violazione della privacy del minore poiché la maestra avrebbe comunicato l’esclusione ad un’altra persona e non a sua mamma.
La rabbia della donna parte, infatti, proprio da questa situazione e poco dopo la scoperta viene avvisata dalla maestra che le spiega che il bambino non parla, non mantiene la fila, non partecipa e per questo aveva deciso di parlarne prima con lei, ma tutto ciò solo che l’alunno era già stato escluso a priori dalla lista dei partecipanti.

Solo suo figlio, infatti, era stato escluso dalla manifestazione, ma non dalla lista per la raccolta dei soldi per la stessa, che sua mamma aveva chiaramente pagato. Per lei sarebbe stato importante anche solo vedere il suo nome su quella lista e vederlo quel giorno lì, a saltare e divertirsi a modo suo, a vedere il suo sorriso, sogno infranto da chi lo ha emarginato invece di integrarlo.

La dirigente scolastica si è giustificata dicendo che il bambino non ha ancora la 104, e quindi l’insegnante di sostegno, e le docenti devono trattarlo come un bambino normale. La preside ha cercato di lavarsi le mani e anche la coscienza, chiedendo inoltre maggiore elasticità alla famiglia altrimenti sarebbe stata costretta a dire di non essere più in grado di tenere Andrea nella propria scuola, dopo che invece al momento dell’iscrizione aveva detto l’esatto contrario.

La mamma del piccolo ha quindi mandato una lettera alla redazione di NapoliToday, come riportato dallo stesso quotidiano:
“Ed eccomi qui, seduta davanti al fuoco in una serata di dicembre a pensare e a scrivere, piangere e scrivere, pensare a tutto quello che sta succedendo e chiedermi il perché, guardare i festoni di Natale che abbiamo in casa, alle luci intermittenti, all’albero di Natale, al presepe, a tutto ciò che rappresenta la gioia per tutti i bambini, il Natale.
Andrea è felice quando le lucette sono accese ma non sa cosa rappresentano, per lui i pastori del presepe sono pupazzetti e non la natività, l’albero è un oggetto strano, grande, probabilmente non capisce perché ci sono luci e palline colorate su una “grande pianta”, lui non si rende conto di niente, ma noi lo stesso abbiamo addobbato casa per lui.
Non ho la gioia di ricevere la letterina di Babbo Natale, lui non sa nemmeno chi è, ma io ogni anno glielo faccio arrivare a casa, non lo capisce il Natale, ma io glielo faccio vivere, mentre piango perché vedo che mio figlio non vive il Natale come dovrebbe, rido comunque perché è MIO FIGLIO, la gioia della mia vita.
Ero entusiasta di questa rappresentazione scolastica, quando mi è stato chiesto di portare la mia quota per il regalo alla maestra e al personale scolastico, l’ho fatto con gioia, perché avrei visto anche il nome del mio piccolo sulla lista dei partecipanti al regalo, e quando ho portato anche la quota dei dolci, sono stata felice perché avrei “inzuppato” il suo ciuccio nella cioccolata ed anche lui in questo modo li avrebbe mangiati, va pazzo per la cioccolata.
Mi è stato detto che non parla e non sta in fila, e per questo motivo il suo nome non è stato inserito nella lista dei partecipanti, mi è stato detto che sarebbe stato inserito “se proprio io avessi voluto”, ma stiamo scherzando?
Non solo doveva essere inserito e non escluso a priori, ma se il personale scolastico aveva delle comunicazioni doveva farle a noi e non ad un altra mamma, ma poi comunicazione di cosa… non era un’audizione per Broadway o una prima al San Carlo, era una rappresentazione tra bimbi della stessa classe di età compresa tra i quattro e i cinque anni. Dico “era” e non “è”, perché il mio piccolo non parteciperà, non lo voglio il contentino, non lo accetto, a gennaio il mio bambino andrà anche in un’altra scuola, noi non accettiamo un comportamento del genere, nessuno dovrebbe accettarlo, non gli era stata scattata neanche la fotografia, cosa che con un colpo di coda la maestra mi ha detto solo ieri o l’altro ieri, adesso non ricordo, non gli avevano nemmeno fatto la fotografia!… La maestra ha detto che da sola non riusciva a tenerlo fermo, e allora perché me lo ha detto solo adesso e non quando l’ha scattata a tutti gli altri bambini. Ripeto, non gli avevano scattato nemmeno la foto, sono inorridita!!!
Adesso probabilmente si aggrappano agli specchi, infatti la maestra mi invia messaggi su Whatsapp (facendo finta di niente), che mi sta ancora aspettando per discutere della manifestazione e decidere cosa far fare al mio piccolo, mi dice che lei non mi ha parlato di niente perché non mi aveva vista a scuola, se proprio mi voleva mi chiamava e riferiva a me, ripeto, non ad un’altra mamma, le cose private di mio figlio. Ieri e oggi ho letto tanti articoli e tanti messaggi di solidarietà, da gente comune e da personaggi pubblici, di gente che commenta e pubblica post dando amore a mio figlio pur non conoscendolo, di chi prova rabbia, di chi si offre di fare qualcosa per noi.
Leggere questo mi sta aiutando ad andare avanti, a non aver paura, quella paura di noi mamme, che cerchiamo sempre di proteggere i nostri figli, a non aver paura di affrontare questa battaglia, a non aver paura di essere poco elastici, come ci dissero dalla scuola, altrimenti avrebbero dovuto dirci che Andrea non poteva più frequentare… noi non abbiamo avuto paura, adesso abbiamo più coraggio e andremo avanti, per Andrea e tutti i bimbi come lui. In ultimo, voglio augurare Buon Natale alla maestra e al personale scolastico che riceverà il regalo anche con la quota del mio piccolo, su quella lista il suo nome può esserci, la maestra non si stressa a stargli dietro, deve semplicemente scartare il regalo, questo è stato il primo schiaffo della sua vita che ha ricevuto, la sua prima tassa, il regalo a chi lo ha escluso dalla lista dei partecipanti.
Buon Natale maestra e buon Natale di vero cuore a tutte le persone che pur non conoscendoci, ci stanno dimostrando amore, in un episodio triste, stiamo comunque vivendo la magia del Natale, la festa al mio gioiello gliela faremo noi a casa nostra.
La mamma di Andrea”.

Laura Barbato

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